Blocco contratti pubblico impiego: occorre mobilitazione e ripresa del confronto con lavoratrici e lavoratori.

Educatrici di asili nido e di scuole materne, Vigili del fuoco e Polizia Locale, Infermieri, Medici e Assistenti sociali, Ispettori del lavoro e Cancellieri dei Tribunali, Bibliotecari e Insegnanti, Custodi Museali e Tecnici, insieme a tutto il restante personale delle Amministrazioni pubbliche vengono ancora una volta beffati dal Governo del Paese.

Renzi e Madia non ci pensano neanche un attimo a ricostruire un confronto per il rinnovo dei Contratti e mantengono una linea rigida, austera e depressiva nel Pubblico Impiego, anche in controtendenza rispetto all’auspicato aumento del potere d’acquisto delle famiglie che sembrava essere stato imboccato con l’elargizione degli 80 euro.

Adesso la parola deve passare a chi lavora nelle Amministrazioni e nei Servizi pubblici, a chi garantisce diritti di cittadinanza e Stato sociale e assistenza nelle nostre città, a quanti con onestà si dedicano alla cura del nostro paese.

Le organizzazioni sindacali devono riprendere un forte rapporto con i luoghi di lavoro, dentro i quali si sta radicando il convincimento della perdita di ruolo a livello nazionale delle forme di rappresentanza e devono costruire dal basso le piattaforme rivendicative.

Le decisioni appena comunicate attraverso gli organi di stampa, con tutta probabilità verranno confermate e, a quel punto, la Fp Cgil, in raccordo con la Confederazione, deve intraprendere una stagione di nuova e forte mobilitazione, che passi dalla realizzazione di un calendario fitto di assemblee e iniziative dentro i luoghi di lavoro, per la presentazione di rivendicazioni realmente legate ai bisogni di chi si trova a fronteggiare tagli e attacchi ai servizi e per contrastare ogni proposta di esubero del personale.

Occorre rivendicare la vera riforma della Pubblica Amministrazione, ma la spinta per la mobilitazione deve riguardare gli aumenti salariali, i riconoscimenti professionali, il mantenimento delle tutele per lavoratrici e lavoratori, la contrattazione aziendale finalizzata all’aumento dei servizi nei confronti dei cittadini, la difesa dei servizi in gestione diretta contro privatizzazioni ed esternalizzazioni, la giusta collocazione di tutto il personale interessato da processi riorganizzativi.

Le ricette adottate nel nostro paese non hanno dato alcun risultato, peggiorano le condizioni del mondo del lavoro, aumentano la disoccupazione e tutti i tagli apportati alla Amministrazioni non sono serviti a correggere i conti, ma solo a bloccare oramai da cinque anni i rinnovi dei contratti.

Basta con questi errori, la strada invece da percorrere è quella di nuovi e forti investimenti pubblici sui servizi in generale, bisogna quindi respingere le politiche di austerità e le imposizioni di carattere internazionale e ripartire dai luoghi di lavoro, per una forte e rinnovata democrazia nella costruzione delle piattaforme e per accompagnare con le lotte una vera azione di difesa delle istituzioni e dei diritti dei cittadini.

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