Nicolosi/CGIL: serve la mobilitazione del sindacato contro il governo Renzi.

sintesi dell’intervento di Nicola Nicolosi al direttivo confederale della CGIL: “Non vi nascondo un certo imbarazzo in una discussione che un certo gruppo dirigente ha portato avanti sino ad oggi. Ora c’è qualche titubanza, qualche arretramento. Dovremmo discutere perché noi oggi ci troviamo in grande difficoltà e non alla fine schierarci sul dispositivo conclusivo secondo gli schieramenti usciti dai congressi: Susanna Camusso ci ha posto molti interrogativi, non ce la caviamo rispondendo che il gruppo dirigente è stanco o che nelle condizioni esterne che abbiamo non ce la facciamo.
Analizziamo ad esempio la lettera di Trichet dell’agosto 2011: lì c’era scritto come l’Italia doveva cambiare la Costituzione, i suoi assetti e le sue leggi e ne prescriveva anche i modi. I governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno realizzato tutto ciò che stava in quella lettera. Con in più il populismo del nuovo premier, che i corpi intermedi li prende a schiaffi. Se le stesse cose le avesse fatte Berlusconi le avremmo fatte passare? Non è su questo che abbiamo smesso di risultare credibili al popolo della Cgil? Qual è la nostra funzione politica e sociale? A luglio qualcuno di noi ha provato a interrogarsi, ad esempio, su fisco e pensioni. Poi il dibattito non è proseguito: allora perché stupirsi se oggi i lavoratori non ci seguono? Dobbiamo ricostruire il tessuto connettivo del rapporto con la nostra gente e ridare loro speranza e prospettive. Abbiamo bisogno di mobilitazioni contro il governo Renzi, ma senza dar mandato in bianco alla segreteria. Bensì chiedere alla segreteria di incontrare cisl e uil, tentare una proposta di piattaforma unitaria e tornare a discuterla in questo direttivo.; anche smarcandoci da cisl e uil se la proposta non ci soddisfa.
Abbiamo bisogno, tutti assieme, di vedere come costruire le piattaforme su che basi e contenuti. Sapendo che cisl e uil vedono ancora l’art 18 come merce di scambio, sapendo che Bonanni lo considera cosa ideologica, che cisl e uil sono per applicare le proposte governative ai nuovi assunti, dividendo ancora i lavoratori anziché unire. Renzi ha un rapporto diretto capo-popolo. Dobbiamo tenerne conto. E la nostra confederalità ha ragione di esistere solo se ha politicità, altrimenti ogni azione diviene corporativa. O ci interroghiamo nuovamente su questi temi, o questo sindacato è destinato a sparire.”

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