Cajarelli/CGIL: la Regione costituisca immediatamente un comitato di emergenza sulla crisi

Siamo alla deflagrazione sociale della crisi. A Perugia in una settimana 450 posti di lavoro vanno in fumo (Fbm, Margaritelli, Briziarelli, Grifo Latte, Liomatic), il 12 ottobre scade la cassa integrazione per 620 ex operai Merloni, mentre a Terni la vertenza sulle acciaierie può rappresentare un punto di non ritorno se la politica non è capace di trovare soluzioni per impedire il declino della fabbrica.

E’ assolutamente necessario un salto di qualità nella risposta: la Regione costituisca immediatamente un comitato di emergenza sulla degenerazione della crisi, convocando le parti sociali, datoriali e sindacali, con gli istituti di credito, per definire una serie di interventi straordinari, vista la straordinarietà della situazione. Tra questi, ad esempio, l’anticipo della cassa integrazione in deroga. Non è tollerabile infatti, che ci siano migliaia di lavoratrici e lavoratori umbri che da 9 mesi non percepiscono gli ammortizzatori sociali.

E’ ormai chiaro a tutti che le paventate prospettive di ripresa sono state spazzate via dai fatti. La crisi si sta avviluppando su se stessa e nei posti di lavoro si sta determinando una guerra del “tutti contro tutti”. Emblematica a riguardo la vicenda delle Fornaci Briziarelli di Marsciano, dove la maggioranza dei lavoratori ha subito il ricatto dell’imprenditore per far licenziare una parte dei loro colleghi. Questa è la deflagrazione sociale di cui parlavo.

In questo contesto drammatico si inserisce anche l’azione del governo, con il suo Jobs Act, che non è solo la cancellazione dell’articolo 18, gravissima, ma anche ad esempio la possibilità del demansionamento, che significa concretamente nuove riduzioni di salario per i lavoratori a discrezione totale delle imprese. Per non parlare della videosorveglianza dei lavoratori, in totale disprezzo della libertà e della privacy, cose che nemmeno tra gli schiavi dell’antico Egitto.

Possiamo continuare a pensare ad un modello di sviluppo che umilia il lavoro e i lavoratori? In disprezzo di qualsiasi regola. Penso al fatto che in queste ore si inaugura un nuovo mega centro commerciale, il Quasar Village, al cui interno negozi importanti come Obi, multinazionale tedesca, che alle sue dipendenze ha assunto 50 lavoratrici e lavoratori, tutti con contratti a tempo determinato di 3 mesi e che lavorano 11 ore al giorno, 7 giorni su 7. E’ questo il nuovo modello di sviluppo che si ha in mente?

Vasco Cajarelli – Segreteria regionale Cgil Umbria

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