FIOM: Governo recepisce tutte le richieste di Confindustria e degli organismi UE, portando l’attacco al lavoro e alla democrazia.

Cervia, documento finale, assemblea dei delegati – L’emergenza principale del Paese oggi è il lavoro, la difesa e la crescita dell’occupazione.

Le politiche economiche, sociali e di riforma del mercato del lavoro messe in atto dall’inizio della crisi ad oggi hanno portato alla riduzione dei diritti, del salario e dello stato sociale, in palese violazione dei principi costituzionali. La scelta dell’austerità compiuta della Banca Centrale Europea e dalla Commissione Europea sono state recepite acriticamente dai Governi che si sono succeduti. Ciò ha determinato un aumento strutturale della disoccupazione, processi di deindustrializzazione, privatizzazioni, con il risultato di peggiorare le condizioni di vita fino ad un aumento della povertà in tutta Europa, mentre le ricchezze si concentrano sempre più nelle mani di pochi. C’è stato un uso anche strumentale della crisi da parte del Governo e del sistema delle imprese per attaccare il diritto delle persone al lavoro e alla cittadinanza.

In Italia il Governo sta recependo tutte le richieste presentate dalla Confindustria e dagli organismi europei portando l’attacco al lavoro e al ruolo della rappresentanza collettiva e democratica.

La Fiom, a fronte dell’accelerazione delle iniziative del Governo, considera la scelta della Cgil di indire una grande manifestazione nazionale per il 25 ottobre 2014 a Roma, un atto di straordinaria importanza. La manifestazione è per noi l’avvio di una vertenza che dovrà coinvolgere tutte e tutti, riunificare le lotte per il lavoro e costruire una coalizione sociale fatta di lavoratori, studenti, precari, disoccupati e migranti, capace di realizzare un reale cambiamento delle politiche economiche e sociali.

L’assemblea nazionale impegna tutte le proprie strutture per la massima riuscita dell’iniziativa della Cgil, conferma le 8 ore di sciopero già proclamate, dà mandato alla segreteria nazionale di decidere lo sciopero generale dei metalmeccanici a partire dalla necessità di modificare le iniziative del Governo verificando anche la possibilità di produrre iniziative che coinvolgano a tal fine tutte le categorie dell’industria.

L’assemblea nazionale s’impegna ad indire e organizzare assemblee dentro e fuori i luoghi di lavoro a partire dalle nostre proposte:

Dall’Europa dell’austerità a quella del lavoro

Vanno superate le politiche di austerità anche attraverso il sostegno alla legge di iniziativa popolare contro l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione e lavvio di una discussione in Italia e in Europa che riformi il ruolo e la funzione della Bce anche determinando il non pagamento degli interessi sul debito pubblico, come del resto avviene negli Usa.

Investire per innovare

  • Piano straordinario di investimenti pubblici e privati per ricerca, formazione e innovazione in tutti i settori: mobilità/trasporti, risparmio energetico/energie alternative, informatizzazione e riforma della pubblica amministrazione, banda larga e reti di telecomunicazione, costituzione reti di impresa, qualificazione e politiche settoriali per microelettronica, siderurgia, alluminio, meccatronica, elettrodomestici, attività tecnologicamente avanzate;

  • piano straordinario di investimenti per nuova occupazione capace di valorizzare il territorio e la sua ricchezza culturale, mettere in sicurezza l’assetto idrogeologico.


Per gli investimenti prendiamo le risorse dove sono

  • Riduzione del cuneo fiscale per chi investe, a difesa e per la crescita dell’occupazione.

  • Lotta alla corruzione e alla criminalità economica attraverso:

  1. rientro capitali dall’estero;

  2. norme autoriciclaggio;

  3. reintroduzione del falso in bilancio;

  4. nuove norme sugli appalti per affermare la responsabilità dell’impresa appaltante;

  5. uso sociale dei beni confiscati alla mafia.

  • Lotta all’evasione fiscale:

  1. contro il lavoro nero;

  2. riforma del fisco che ristabilisca la progressività delle imposte;

  3. tassazione patrimoni e grandi rendite finanziarie;

  4. tassazione sul valore aggiunto.

  • Favorire la possibilità di investire una parte delle risorse nella disponibilità dei fondi pensione nell’economia reale del Paese attraverso la costituzione di attività creditizie verso lo Stato, e da questo garantite, vincolandone l’utilizzo al sostegno di ricerca e sviluppo e di progetti sulle infrastrutture sociali e produttive.


Redistribuire il lavoro e combattere la disoccupazione

  • Blocco dei licenziamenti e lotta alla precarizzazione del mondo del lavoro:

  1. incentivare attraverso la defiscalizzazione i contratti di solidarietà difensivi ed espansivi al fine di impedire i licenziamenti e favorire l’assunzione dei lavoratori precari. Rilanciare un’azione contrattuale e legislativa finalizzata a ridurre e rimodulare l’orario di lavoro;

  2. estendere la cassa integrazione a tutte le tipologie di impresa e a tutte le tipologie di lavoro generalizzando il pagamento dei contributi a carico delle imprese e dei lavoratori;

  3. introdurre un reddito minimo come strumento di tutela universale sostenuto dalla fiscalità generale legata alla disponibilità alla formazione al lavoro;

  4. transitoriamente, per il 2015, al fine di impedire i licenziamenti di massa, prevedere un rifinanziamento della cassa in deroga e il prolungamento delle attuali norme sulla mobilità


Rilanciare la centralità del lavoro a partire dallo Statuto dei Lavoratori

  • Impedire la cancellazione del diritto alla reintegra nel lavoro dell’art. 18, e prevederne il ripristino e l’estensione a tutte le lavoratrici e lavoratori;

  • impedire la cancellazione delle norme sul controllo a distanza, con qualsiasi strumento, e sul demansionamento;

  • aumentare il costo dei lavori atipici e ridurre le tipologie contrattuali a:

  1. contratto a tempo indeterminato;

  2. contratto unico a tempo indeterminato a tutele progressive attraverso l’allungamento del periodo di prova, a secondo delle diverse qualifiche professionali;

  3. contratto a termine con il ripristino delle causali;

  4. apprendistato;

  5. part time;

  6. somministrazione solo per le alte professionalità;

  7. definire una sola tipologia di lavoro autonomo con parità di diritti


Un lavoro è un lavoro solo se porta con sé i diritti

  • Definire una legge sulla rappresentanza che certifichi la rappresentanza delle parti sociali e garantisca il diritto al voto di tutti i lavoratori sugli accordi e contratti al fine di determinarne la validità erga omnes. Di conseguenza sancire che i minimi contrattuali diventino il salario orario minimo legale a parità di mansione.

  • Abolire l’art.8 del decreto 138/2011.

  • Per i prossimi tre anni defiscalizzare gli aumenti del contratto nazionale.

  • Estendere i diritti di cittadinanza a partire dai lavoratori migranti abolendo la Bossi-Fini.


Diritto alla pensione

  • Ripristinare le pensioni d’anzianità;

  • ridurre l’età pensionabile con uscite flessibili senza penalizzazioni;

  • introdurre elementi solidaristici nel sistema di calcolo della pensione per garantire anche ai giovani una pensione adeguata;

  • risolvere la questione degli esodati;

  • garantire, anche in via sperimentale, il diritto esclusivo delle lavoratrici e dei lavoratori a poter scegliere come utilizzare il proprio TFR annualmente maturato a fini previdenziali, salariali o di risparmio a parità di prelievo fiscale.

Approvato con 475 voti favorevoli, 6 contrari e 32 astensioni

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