Dr Jekill o Mr Hyde?

Rinnovabili.it – Il Presidente del Consiglio Renzi in USA, in occasione del summit ONU voluto da Ban Ki Moon per discutere dei cambiamenti climatici, dichiara, senza ombra di dubbio, che i green jobs sono il futuro, ruba a Realacci una sua narrazione simbolo: “le giostre italiane sono le più vendute nel mondo perché quelle energeticamente più efficienti” e rivendica con orgoglio che ad Agosto l’Italia ha ricavato il 45% della sua energia dalle fonti rinnovabili. Ma in Italia, lo stesso premier blocca con dubbie operazioni retroattive le rinnovabili (forse a New York avrebbe dovuto dire “le rinnovabili hanno prodotto il 45% NONOSTANTE il mio governo”) e due settimane fa con SbloccaItalia sdogana il vecchio piano autostradale di Lunardi e rilancia le trivellazioni.

Dr Jekill o Mr Hyde? Qual è la vera faccia del governo italiano? La cosa non è di poco conto sia perché è evidente a gran parte degli imprenditori e finanzieri del mondo (ultimo in ordine di tempo Rockefeller) che la risposta alla crisi economica sta nell’investire nell’economia low carbon, sia perché tra un mese  il premier Renzi dovrà presiedere a Bruxelles il Consiglio europeo su Clima ed energia, da cui deriverà la posizione europea verso la COP 21 di Parigi 2015.

Le due opzioni non sono compatibili! O si va verso l’economia low carbon o si insiste con l’accanimento terapeutico a sostegno dell’economia del fossile. Da una parte sussidi alle centrali ad olio combustibile, al trasporto su gomma, alle aziende energivore, al Sulcis, programmi autostradali, edilizia di pessima qualità, opere inutili come la TAV in Valsusa, il blocco della legge sui reati ambientali in Senato, dall’altro rigenerazione urbana, trasporto ferroviario nelle aree urbane e per le merci, rinnovabili, efficienza energetica, chimica verde, agricoltura di qualità libera da pesticidi e ogm…  C’è un mondo da rifare!

Ecco l’importanza della manifestazione mondiale di domenica 21. La People’s Climate March ha dato un segnale inequivocabile. Milioni di cittadini nel mondo sono preoccupati e vogliono un cambiamento reale, concreto, rapido. Anche in Italia sono state numerose le iniziative promosse da  Power Shift Italia, Italian Climate Network, Legambiente e Kyoto Club, in collaborazione con Avaaz, a cui hanno aderito altre 20 sigle tra organizzazioni, movimenti e aziende. Renzi, forse, si è accorto che la gente comune, quella che vota, vuole un cambiamento e anche se nel suo discorso a New York non ha preso impegni concreti e definiti, prova a lanciare segnali nuovi.

La verifica l’avremo subito, il 23 e 24 ottobre quando Renzi presiederà il Consiglio europeo che dovrà assumere decisioni su Clima ed Energia. E sarà la prova del 9 anche per la strada che vorrà imboccare l’Unione Europea, dalla quale non arrivano segnali rassicuranti se saranno confermati  i nomi proposti per gli incarichi su ambiente e clima.

In questo percorso risulta quanto mai opportuno e importante l’appuntamento promosso a Roma per il 9 ottobre da Legambiente, Greenpeace e Wwf con le associazioni ambientaliste europee per mettere a punto le proposte da presentare alla presidenza del semestre europeo in vista del Consiglio del 23 ottobre.

Siamo In marcia per il clima e ci prepariamo ad un’altra tappa.

di Vittorio Cogliati DezzaPresidente nazionale Legambiente

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