Adriano Sgrò: 25 ottobre, siamo al dunque

Siamo al dunque.
La mobilitazione oramai partita su tutto il territorio nazionale, conforta il grande sforzo di un’azione sociale tesa a rappresentare gli interessi generali del lavoro e della società.
Nonostante possano registrarsi alcune difficoltà sul piano comunicativo e ritardi sul piano del coinvolgimento di larghi strati della popolazione, mentre denunciamo il grande vuoto mediatico, determinato dall’occupazione abusiva del sistema generale di comunicazione di giornali e tv, da parte di chi auspica la rovina del Sindacato, la grande vertenza della Cgil inizia a segnare il successo di adesioni e la rappresentazione di qualcosa di inedito che lascia ben sperare per il prosieguo degli appuntamenti in scaletta.
Lo Sciopero generale non solo e’ dietro l’angolo, ma è considerato oramai una tappa del lungo e inesorabile percorso di ripresa della mobilitazione che tutti i lavoratori , i pensionati, gli studenti, i disoccupati, i precari e i giovani in cerca di lavoro si aspettano nel paese .
Il Sindacato non ha mai smesso di rappresentare per larghe fasce della popolazione l’ultimo baluardo in tema di difesa delle tutele e per il ruolo necessario di soggetto capace di trasformare la società.
Il lavoro e le tutele devono costituire la centralità di una proposta concreta che deve quindi risvegliare le coscienze del paese, mentre in contemporanea l’azione sindacale deve muovere passi decisi per colmare la distanza creatasi tra il gruppo dirigente e i milioni di rappresentati.
E se la politica si allontana dalla reale condizione in cui versano i soggetti più deboli del paese, da parte del nostro sindacato va quindi determinata una nuova azione rivolta ad una vera inversione di rotta nelle politiche economiche.
Non si tratta di individuare singole soggettività da sconfiggere, occorre invece aggredire la fonte e la motivazione dell’insieme dei provvedimenti che continuano a distruggere il già precario equilibrio sociale del paese.
Con l’ultimo provvedimento economico e finanziario(Def), il Governo ha posto in atto una serie di interventi che aumenteranno le diseguaglianze, distrarranno risorse dai redditi da pensione e lavoro verso le imprese e i soggetti che speculano sui mercati finanziari, con un evidente peggioramento dello Stato Sociale.
Sono in atto ulteriori misure di cancellazione dei diritti di cittadinanza che uno stato riconosce attraverso l’erogazione di prestazioni pubbliche, non si allenta l’effetto depressivo di una manovra stupidamente rigorista, si cede sovranità nei confronti di una impostazione tecnocratica ed antidemocratica determinata da organismi sovranazionali con una scarsissima legittimazione popolare.
La Cgil si colloca in questo difficile scenario e deve quindi trovare un respiro profondo ed ampio per il mantenimento di una lunga vertenza che parli ai cittadini del paese che vogliamo ricostruire.
Con ciò chiarendo che occorre che si riparta con investimenti pubblici, con la creazione di posti di lavoro, con la difesa dei settori produttivi presenti nel paese, per dire stop ai licenziamenti e si’alla stabilizzazione dei precari.
Non si possono accettare la cancellazione dei diritti dei lavoratori e l’aumento della precarietà nel lavoro, mentre bisogna collegare le mille vertenze presenti nel paese, per un piano di mobilitazioni generali, di lotta e di opposizione anche al Governo Renzi.
Il Governo, insieme alla cancellazione dell’art 18 sposa la causa del capitalismo selvaggio ed ultra liberista, che ha come obiettivo lo smantellamento del sistema di governo democratico nei paesi dell’occidente.
Occorre sollecitare le istituzioni e il quadro politico, occorre una nuova interlocuzione con i soggetti e i movimenti che nel paese sostengono rivendicazioni che vanno nella direzione di una chiara difesa della Democrazia , bisogna liberare energie intellettuali e organizzative in una campagna di informazione della popolazione.
Occorre quindi una Cgil forte e che stia nei luoghi in cui si producono le inaccettabile lacerazioni sociali.
Occorre aprire insieme a tutti i soggetti disponibili nel paese, una nuova iniziativa politica e sociale che colmi il vuoto di rappresentanza degli interessi del lavoro e di giustizia sociale per tutto il paese.

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