Micol Tuzi: l’8 novembre tutti in piazza coi lavoratori del pubblico

Dopo il grande successo della manifestazione CGIL del 25 ottobre, che ha portato in piazza oltre un milione e duecentomila persone, ci saremmo aspettati un minimo di umiltà dal presidente del consiglio, che le concrete evidenze da noi portate in termini di rappresentatività lo persuadessero ad un passo indietro rispetto all’atteggiamento di presuntuosa supponenza fino ad oggi tenuto e ad aprire, quantomemeno, un dialogo con le parti sociali maggiormente rappresentative delle istanze provenienti dalla base del paese.

Non solo tutto ciò non è accaduto, ma l’arroganza dell’uomo solo al comando – già tutta contenuta nelle reazionarie dichiarazioni rilasciate ai giornalisti in merito alla natura della nostra piazza, rincarate dall’affermazione che “il governo non tratta coi sindacati, i quali, al massimo, possono interloquire con le aziende” al programma 8 e 1/2 – si è concretizzata ieri in un incontro coi sindacati sul disegno di legge di stabilità, che è stato definito dai segretari delle nostre tre principali sigle “A dir poco surreale”. Surreale perché – afferma la segretaria cgil Susanna Camusso – ” Abbiamo capito che i ministri seduti a quel tavolo non avevano neanche il mandato per un altro incontro: hanno detto che devono prima parlare con chi di dovere”. Nessun mandato a trattare, quindi, su materie quali i tagli lineari alla sanità, la soppressione degli enti strumentali, prima lasciati colpevolmente proliferare e che, solo ora, ci accorge essere un costo aggiuntivo da contenere. Nessuna dichiarazione sul mancato reperimento dei fondi da trasferire alle autonomie locali (che, anzi, subiscono ulteriori pesanti riduzioni persin sulla spesa corrente), nessuna risorsa destinata al rinnovo dei contratti dei lavoratori del pubblico impiego, i cui salari sono rimasti fermi – laddove non son stati indirettamente ridotti dal taglio di premi ed indennità – all’anno 2009.

Una vergogna davanti alla quale non possiamo e non vogliamo tacere.

In questa cornice, si collocherà la vertenza aperta sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego: il prossimo appuntamento di piazza annunciato dai sindacati, all’interno della piu’ generale mobilitazione promossa dalla cgil a sostegno delle sue proposte per il rilancio del paese.

Che aggiungere, allora? Che l’Italia che riparte riparte dal pubblico.

Da un piano di investimenti pubblici in economia, dalla creazione di lavoro pubblico volto alla realizzazione di grandi opere di interesse collettivo, dalla valorizzazione dei servizi pubblici universali, garanti dei diritti infungibili scritti nella costituzione: scuola, educazione, sanità, assistenza e tutto ciò che è “Stato al servizio del cittadino”.

E poiché servizi di qualità passano anche attraverso lavoro di qualità, non è pensabile continuare a lasciare che i lavoratori del pubblico impiego impoveriscano, sotto carichi di lavoro aumentati dalla spending review e dal blocco del turnover, in disagio organizzativo ed ed in condizioni di sempre maggiore arretramento sul piano del potere di acquisto dei salari e dei loro diritti.

L’8 novembre saremo di nuovo tutti a Roma, a ribadire a chi ci governa che cosa chiedono veramente le persone che loro sostengono di ben rappresentare.

Sarà una piazza di lavoratori pubblici, ma non solo di essi, perché anche il mondo dei lavoratori del privato, dei pensionati, degli inoccupatio e degli studenti è fatto di una platea di cittadini/utenti, che dal taglio quali/quantitativo dei servizi pubblici gratuiti hanno solo di che rimetterci. La difesa del pubblico, dunque, non è una battaglia dal sapore corporativo: è una lotta per i diritti universali, d’impronta costituzionale.

Saremo in piazza con cisl e uil perché, laddove esiste un denominatore comune che ci consenta di non abbassare – in nome dell’unità mantenuta a tutti i costi – l’asticella della nostra rivendicazione, e’ un dato di fatto che insieme siamo più forti.

In piazza ancora, con generosita’ ed entusiasmo, dopo soli 15 giorni dall’ultima manifestazione, a testimoniare che nel pubblico impiego non siamo poi tanto fannulloni e che abbiamo il doppio dei motivi degli altri per lottare: la difesa del nostro lavoro e l’amore per i servizi che eroghiamo ogni giorno ai nostri concittadini.

Saremo in piazza a Roma, l’8 novembre, per gridare ancora, con coraggio ed orgoglio, “Sono STATO io”!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: