Adriano Sgrò: 8 Novembre, una manifestazione per il rinnovo dei Contratti e non solo!

Nelle numerose assemblee che si stanno svolgendo nei luoghi di lavoro delle Pubbliche Amministrazioni, il malcontento del personale che eroga servizi e prestazioni fondamentali per il cittadino, cresce ogni giorno di più.

Oggettivamente, non poteva non essere così.
Dopo l’ennesima beffa del Governo, nei confronti dei circa tre milioni di dipendenti pubblici, la conferma del mancato rinnovo del Contratto nazionale di lavoro ha determinato la levata di scudi delle Organizzazioni Confederali di Categoria.

La Legge di Stabilità che il Governo propone e che sta per essere sottoposta all’approvazione nelle aule parlamentari, ad una lettura attenta, appare ancora una volta lontana dalle reali esigenze del paese e, di sicuro, un’autentica conferma della mortificazione dei dipendenti pubblici.
Sabato 8 di novembre, quindi, in piazza del Popolo a Roma le lavoratrici ed i lavoratori del pubblico impiego, questa volta unitariamente, protesteranno per il rinnovo del proprio contratto oramai scaduto da circa cinque anni.
La manifestazione, in realtà, giunge dopo numerosi strappi operati dagli ultimi Governi, non solo per la volontà di scaricare i costi delle varie manovre sui pubblici dipendenti, rimasti senza contratto e con perdite del potere d’acquisto dei salari davvero consistenti.
In realtà , si procede senza alcun coinvolgimento delle OO.SS.,verso il riordino delle pubbliche amministrazioni, ora con tagli lineari della spesa, ora con il ridimensionamento delle funzioni, mentre da anni si assiste al dimagrimento degli organici e alla chiusura di importanti servizi.
Questa manifestazione nei fatti rappresenta un banco di prova perché è del tutto evidente che senza il rinnovo dei contratti, dal momento che non è più possibile procedere neanche con la contrattazione di secondo livello a causa dei numerosi vincoli imposti e per la scarsità di risorse, la categoria dovrà essere chiamata allo Sciopero generale.
In fondo gli ultimi governi sperimentano un’azione di compressione del perimetro dello Stato e, nei fatti, con la linea del rigore imposta alle pubbliche amministrazioni, stravolgono e riducono i diritti di cittadinanza che si riconoscono attraverso l’erogazione dei servizi pubblici.
Non da ultimo occorre registrare l’impatto negativo del recente decreto “sblocca Italia”, al cui interno è facilmente riconoscibile la vocazione allo smantellamento dei servizi pubblici e, come è già stato evidenziato dai media, il ribaltamento del referendum sui beni comuni.
Stante questa situazione , il giorno 8 di novembre diventa cruciale per la ripresa di un’azione sociale credibile e che possa riavvicinare il sindacato ai luoghi di lavoro.
Le lavoratrici ed i lavoratori del pubblico impiego esprimono un appoggio e piena fiducia rispetto ad una vertenza che dovrà ristabilire il riconoscimento dei diritti nei luoghi di lavoro e il loro pieno coinvolgimento per il miglioramento dei servizi.

Ci sono numerosi esempi di buona amministrazione realizzatasi nel paese, grazie al contributo di chi opera all’interno dei servizi e quasi sempre utilizzando competenze e risorse già presenti negli organici.

Spetta alle OO.SS. proseguire lungo il tracciato di una vertenza che dia risposte sui rinnovi dei contratti e contro lo smantellamento delle Pubbliche amministrazioni.

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