Camusso, sciopero generale 8 ore il 5 dicembre

Il 25 ottobre è stata una giornata straordinaria e inaspettata perché ha ridato iniziativa e visibilità al lavoro: a differenza di altre volte quella piazza ha declinato il lavoro nelle sue mille forme, a partire dal lavoro servile e senza diritti, ha smentito chi dice che noi al massimo possiamo guardare solo al lavoro organizzato e tradizionale. Era una piazza giovane e che univa diverse generazioni e ha ridato speranza alla gente e coraggio alla nostra organizzazione. Tra noi serpeggiava stanchezza e rassegnazione: quella piazza ci ha fatti reagire. Quella piazza non è frutto di una spontaneità generale, è frutto del nostro lavoro.
Che effetto ha quella piazza? Ha creato la consapevolezza che non siamo “piazza di reduci né monocolore” e non ha nulla a che fare con le dinamiche interne al PD.
Da li dobbiamo partire per l’azione nostra, che è sindacale, non siamo un’arena politica., non siamo le prove generali per la creazione di una nuova forza politica, così dobbiamo lavorare: sindacalmete.
Rispetto a tutto ciò la reazione del governo è stata di nervosismo, ora dobbiamo affinare un giudizio del governo anche nella sua relazione col Paese, il premier troppo spesso usa argomenti antipolitici. Non può affermare che le assemblee locali sono “i luoghi dello spreco”, sono affermazioni antiistituzionali: mette in discussione la mediazione sociale e delegittima i sindaci e la loro autonomia nella loro mediazione coi cittadini, personalizza la politica e delegittima ancora una volta ogni corpo intermedio.
Alcune regioni si preparano al voto e c’è sfiducia., soggetti di mediazione in politica oggi non ce ne sono, al massimo c’è il parlamento tra una fiducia e l’altra.
In tutto ciò la nostra iniziativa deve essere vertenziale, fondata sul lavoro, aperta ed inclusiva: dobbiamo chiedere creazione di lavoro, nella legge di stabilità come nelle politiche industriale.e da questo abbiamo le nostre proposte nel piano del lavoro. Dobbiamo estendere diritti, contrastare la precarietà, contro alle misure del Jobs Act. Dobbiamo chfidere il rinnovo contratti e rivendicare la funzione del pubblico come creatore di lavoro e di come va riformato, per fare questo occorrono fantasia e nuove iniziative. Non possiamo ripetere le mobilitazioni del passato che parlavano solo al mondo del lavoro organizzato: dobbiamo aprire, dobbiamo continuare a fare assemblee per parlare ai lavoratori., perché non è scontato che siano consapevoli delle nostre intenzioni.
La nostra spallata rischia di avere di rimbalzo e non è solo importante lo sciopero generale: dobbiamo creare un movimento articolato che proceda.
Jobs act, dl Madia e bozza finanziaria sono oggettivamente fondate sull’idea che la totale libertà di impresa sia la chiave di volta per la politica industriale del paese, affidata unicamente alla volontà delle imprese: in altri termini il governo affida la ripresa a chi non è propenso all’investimento, per questo la nostra iniziativa deve articolarsi dentro le imprese e le cooperative, soggetti a cui il governo affida la gestione delle politiche del lavoro.
A novembre va messo in campo pacchetto di 4 ore per avviare il processo di allargamento ed alle nostre articolazioni: associazioni di precari, forme professionali legate a corporazioni di contratti, con cui van consolidati legami, comitati di disoccupati, comitati di studenti, etc…
Occorre una mobilitazione duratura e articolata che rappresenti il lavoro nella sua complessità e totalità, dobbiamo porci il problema che questo mese è disastroso a livello di dissesto idrogeologico, noi nel paese ci siamo e facciamo cose per il paese e dobbiamo metterci al servizio delle comunità colpite dai disastri,ci vuole uno scatto dell’organizzazione che abbia la capacità di renderci utili alla condizione concreta delle persone che vivono nei territori colpiti. Le nostre camere del lavoro devono essere al loro servizio dobbiamo mettere la forza di chi ha diritti e risorse a disposizione di chi non ne ha e consolidare vertenza duratura, coinvolgendo i lavoratori e la società civile, dobbiamo essere vicini alle persone.
Questi sono i nostri compiti oggi.
Non ci può essere vertenza o situazione che non includa tutti, ad esempio Nella p.a. o nell’istruzione vanno messi stabili e precari assieme e le iniziative dei vari pezzi di organizzazione vanno sostenute e cucite: raccolta firme sugli appalti, tema della sanità, viaggio della legalità etc.

SCIOPERO GENERALE
Siamo chiari che questo non sarà risolutivo di tutto, non sarà una spallata o una vittoria: dobbiamo reggere e tenere una vertenza articolata e le categorie devono prepararsi, dobbiamo valutare anche le domande della piazza dell’ 8 novembre. la scuola ieri ha deciso lo sciopero generale unitario e la Fp sta facendo lo stesso ragionamento, come data per lo sciopero proponiamo il 5 dicembre, 8 ore di sciopero generale di tutte le categorie per il 5 dicembre, in cui includere ogni singola vertenza (anche quella x il rinnovo del ccnl dei pubblici, che se si muovono isolati rischiano rimbalzi anche alle prossime elezioni rsu) da proporre anche a Cisl e Uil.

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