Le ragioni dello sciopero generale della FIOM

Di Massimo Covello : segr. gen. FIOM CGIL Calabria

Venerdì 14 a Milano e il prossimo Venerdì 21 Novembre a Napoli, si terranno gli scioperi generali indetti dalla FIOM nazionale, nel percorso di mobilitazione promosso dalla CGIL che potrà arrivare fino allo sciopero generale di tutte le categorie, per contrastare l’aumento della disoccupazione, delle povertà, le privatizzazioni e i processi di deindustrializzazione, le politiche di austerità degli organismi europei e le posizioni di confindustria . Saranno scioperi contro le politiche economiche, sociali, di riforma del mercato del lavoro, messe in atto dal governo che riducono diritti, salari, tutele e minano condizioni di vita e di lavoro attraverso la riduzione dello stato sociale, il taglio agli investimenti pubblici soprattutto ne Mezzogiorno ed in Calabria.
Scioperi che interessano la Calabria, non solo i lavoratori del sempre più debole tessuto industriale, perché nella piattaforma vengono chiaramente indicate proposte e politiche adeguate, sia nazionalmente che territorialmente, a contrastare la crisi a ridare futuro ai giovani, ai precari, ai lavoratori ed ai cittadini della nostra regione. Piattaforme su questioni, di cui si avverte troppa disattenzione nello stentato dibattito politico regionale interessato quasi esclusivamente al sostituismo delle persone che non all’alternativa ed alla qualità dei programmi. Proprio in Calabria, si può misurare con mano il distacco tra le parole, le promesse e i fatti concreti sempre elusi, dai vari governi succedutisi, fino a quest’ultimo. Cosi come è facilmente constatabile la debolezza delle relazioni tra il sistema Istituzionale, a partire dalla regione, debole, poco credibile, comunque subalterno verso le gravi disattenzioni di un governo che si muove in continuità con nefaste scelte che ignorano la Calabria se non l’intero Mezzogiorno. Emblematica e paradigmatica, a tal proposito, è diventata la vicenda dell’Azienda DE MASI di Gioia Tauro, leader nazionale nella produzione di macchine agricole, a rischio chiusura, non per assenza di capacità produttiva, non per assenza di mercato dei suoi prodotti, non per l’esistenza dell’art. 18 ma per le malversazioni a cui è sottoposta non solo dall’oppressione “ndranghetista ma dall’azioni usuranti delle banche, che continuano ad approfittare di un ruolo finora non adeguato di Renzi e del suo governo. Cosi come le ex OMECA di R.C. la Nuova Pignone di Vibo e le decine di piccole aziende industriali della nostra regione, nelle quali i lavoratori mostrano volontà produttive, dedizione professionale, (vedi la produzione del tram Expò) mai sostenute da programmi, politiche, azioni e servizi. Per queste ragioni con gli scioperi rivendichiamo un piano straordinario di investimenti pubblici e privati in tutti i settori recuperando le risorse con una seria lotta all’evasione, al lavoro nero, alla illegalità e alla corruzione. Chiediamo di impedire i licenziamenti con il rifinanziamento della cassa in deroga e il prolungamento a tutto il 2015 delle attuali norme sulla mobilità; il blocco dei licenziamenti e il ricorso generalizzato ai contratti di solidarietà per redistribuire il lavoro e combattere la disoccupazione; l’estensione della cassa integrazione a tutti e l’istituzione di un reddito minimo per gli inoccupati e quanti si trovano in condizione di disagio; la lotta alla precarietà e la riduzione delle tipologie dei contratti di lavoro precari; l’estensione a tutte e a tutti delle tutele e dei diritti previsti dallo statuto dei lavoratori; difendere il diritto alla pensione con il ripristino delle pensioni di anzianità, la riduzione dell’età pensionabile e la tutela degli esodati. Ovviamente continueremo a rivendicare, specialmente in Calabria politiche per la rigenerazione urbana, per il rilancio della aree interne, perché si strutturi definitivamente una rete logistica (portuale, aeroportuale, reti ferroviarie) in ottica mediterranea; per la valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico e culturale. Come si vede una piattaforma organica, che recepisce anche le sollecitazioni dei movimenti sociali, delle reti, dei centri che in questi anni hanno lottato insieme con la FIOM nel Paese ed in Calabria. Il 21 a Napoli sarà un’ulteriore momento di lotta a cui invitiamo a partecipare i giovani, gli studenti, militanti politici democratici, per rinsaldare una alleanza sociale forte ed essenziale per far modificare le politiche del governo, unico modo per far cambiare verso davvero al nostro Paese.

CATANZARO LI 11 /11/ 2014

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