La strategia di Thyssenkrupp

Traduzione dell’articolo apparso su “boerse-online.de” il 16.11.2014, dal titolo: ThyssenKrupp-Aktie: Konzernchef Hiesinger nimmt zweiten Anlauf – Reuters –

Azioni Thyssenkrupp: il ceo del gruppo Hiesinger si prepara al secondo giro

Dopo quattro anni di gestione di crisi aziendale, l’amministratore delegato di Thyssenkrupp, Heinrich Hiesinger si preparerebbe a trasformare ancora più significativamente il gruppo industriale. Secondo i ben informati, il consiglio di vigilanza a breve rinnoverà al 54enne il contratto scadente a settembre 2015.
L’ex manager di Siemens rimane incontestato ai vertici della società che impiega 160.000 lavoratori. Prevista nei prossimi anni è la continuazione da parte di Hiesinger della riconversione di Thyssenkrupp in gruppo tecnologico, nel quale il settore siderurgico, sempre a rischio di crisi congiunturale, avrà – se l’avrà – solo una parte minore. Gli azionisti, tra i quali l’investitore finanziario Cevian, dopo la crisi spingeranno per il raggiungimento di utili di tutto rispetto.
Da tale traguardo Thyssenkrupp è ancora distante. Per questo Hiesinger sta espandendo i settori tecnologici con ampi margini, come il ramo elevatori, l’impiantistica, la componentistica e la produzione di componenti auto. I cui profitti, parzialmente a due cifre (Ebitda), sarebbero destinati a crescere, mentre l’area material service e la siderurgia devono almeno coprire i costi.
Dopo le perdite miliardarie a causa del disastro relativo agli impianti siderurgici d’oltreoceano, l’azienda ha finalmente raggiunto conti con segno più per l’esercizio finanziario 2013-2014 (fine settembre). Il bilancio verrà presentato al consiglio di amministrazione giovedì prossimo. Gli analisti attendono che, come annunciato, Thyssenkrupp raddoppierà i profitti –  ripuliti da „effetti speciali“ –  stimati intorno ad 1,2 miliardi di euro. Potrebbe tuttavia essere anche più alti. Tutto considerato, sarebbe possibile un utile di 180 milioni, spiegano gli esperti di Independent Research. Per il prossimo anno finanziario ci saranno anche nuovi dividendi. Ultimamente erano stati distribuiti per 2010/11 45 cent per azione.
Il presidente del consiglio di sorveglianza Lehner chiede maggiori profitti
“L’emorragia è stata bloccata, ma la riabilitazione non è ancora finita”, ha riferito un ben informato all’agenzia di stampa Reuters. Le cifre dovrebbero essere migliorate, pretende anche il presidente del consiglio di sorveglianza, Ulrich Lehner. Per poter aver successo nel lungo, è mancato all’azienda un miliardo di euro in più come risultato, aveva espresso a chiare lettere al management. “Il nostro obbiettivo è quello di guadagnare più di quello che spendiamo. Se vogliamo farcela, dobbiamo raggiungere un risultato al lordo di interessi ed imposte (Ebit) di circa due miliardi di euro”, sottolinea il direttore finanziario Guido Kerkhoff.
“La direzione è giusta, la strategia paga e le nostre misure operative mostrano chiari effetti”, spiega nel frattempo Hiesinger. Aveva più volte fatto presente che solo un po’ per volta sarebbe riuscito a far uscire il gruppo dal disastro. E ci sono state ricadute. Thyssenkrupp ha potuto disfarsi solo di uno dei due impianti siderurgici d’oltreoceano, i cui costi erano esplosi ad oltre 12 miliardi di euro.

Gli esperti giudicano positivamente la ristrutturazione di Hiesinger

“Hiesinger è chiaramente il capo“, dice un insider. Ma il cda fa il lavoro di squadra. “Il rapporto è organico.” Anche analisti ed investitori danno ad Hiesinger una buona pagella. “ Complessivamente Thyssenkrupp si trova sulla via di un sostanziale miglioramento dei profitti, dopo anni di grave di distruzione del valore”, spiega l’analista della siderurgia del broker Steubing, Michael Broeker. In ogni modo, Hiesinger avrebbe ereditato molti cantieri che l’hanno impegnato in lavori di sgombero, dice l’amministratore delegato di Dsw (Deutsche Schutzgemeinschaft für Wertpapierbesitz), Thomas Hechtfischer. “Ora dovrebbe affinare ulteriormente la sua strategia”.
“Thyssenkrupp deve annettersi nuovi settori che guardano al futuro, che possono collegarsi alle attuali aree business con posizioni di mercato a livello internazionale, in grado di espandersi e di generare cashflow”, chiede il fund manager di Union Investement, Ingo Speich. La siderurgia classica non ne fa parte. “Nel lungo periodo si porrà la questione, a che livello sia fattibile la riconversione a “Gruppo tecnologico”. E di conseguenza, ad un prezzo accettabile, la rinuncia a Steel Europe. Al momento una cessione a condizioni accettabili non è proprio pensabile.
Thyssenkrupp punta al mercato tecnologico in Usa e Cina

Nel suo primo mandato Hiesinger è stato occupato a ripianare perdite e debiti. Grazie a circa un miliardo di euro di entrate provenienti dalla vendita degli stabilimenti americani, e all’aumento di capitale per un valore di 880 milioni di euro, il Gruppo ha potuto portare i debiti a 4 miliardi. Contemporaneamente Hiesinger sta portando avanti un programma di taglio dei costi che prevede per la fine del 2014/2015 risparmi per un totale di complessivi 2,3 miliardi. Non si tira indietro neanche di fronte al taglio dei posti di lavoro. Solo nell’amministrazione, di 15mila posti complessivi, tremila sono destinati a scomparire.
I lavoratori della siderurgia, per mettere al sicuro il proprio posto di lavoro,  hanno acconsentito ad una riduzione del lavoro settimanale, passato a 31 ore. La controparte è che i licenziamenti per motivi di politica aziendale non saranno effettuabili fino al 2020, spiega Günter Back, capo del comitato aziendale per l’acciaio. La quota di fatturato del prima dominante comparto siderurgico  si trova oramai sotto il 30 percento. Hiesinger punta sull’hightech. In Cina porta avanti la produzione di componenti auto. Anche negli Stati Uniti Thyssenkrupp ravvede possibilità future, nonostante il disastro. “L’acciaio, questo naturalmente non era un mercato in crescita, ma anche in altri ambiti si deve dire francamente che i mercati che ora crescono maggiormente sono Cina e Usa”.

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