Bologna, asili nido e materne, i sindacati al Sindaco: mantenga gli impegni

Venerdì’ 5 dicembre si e’ finalmente svolto l’incontro con l’Amministrazione comunale sul piano occupazionale 2015, più’ volte sollecitato dalle O.O.S.S.
A differenza di quanto previsto nella convocazione, l’A.C. ha dichiarato di essere nelle condizioni di affrontare solo, e parzialmente, la parte del piano occupazionale dedicata ai servizi educativi e scolastici, poiché è ancora in essere la discussione sul bilancio previsionale 2015 con tutte le incognite determinate dai tagli previsti dal Governo.
La notizia positiva consiste nel fatto che l’A.C. ha rispettato l’impegno preso con queste O.O.S.S. nel verbale d’incontro del 4 giugno, avviando le procedure per l’assunzione delle insegnanti di scuola dell’infanzia entro il 2014.
Dunque, e’ stato pubblicato l’elenco di tutti coloro che hanno i requisiti per partecipare al regime di reclutamento speciale previsto dalla L 125/13 (almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, effettuati nell’ultimo quinquennio alla data del 31 ottobre 2013) e ci sono quindici giorni di tempo per sollevare eventuali reclami (per es., laddove qualcuno fosse stato escluso pur avendo i requisiti).
Inoltre, l’Assessore Pillati ha confermato il numero di 158 insegnanti minimo, da assumere entro il 2016 e si e’ impegnata a far uscire il bando per l’assunzione nel mese di gennaio, previo confronto con le O.O.S.S. sulle procedure.
Parimenti l’Amministrazione ha confermato l’intenzione di avviare le procedure volte alla stabilizzazione dei posti da collaboratore di scuola d’infanzia attualmente ricoperti da personale precario, senza però essere in grado, al momento, di comunicare quante insegnanti e quanti collaboratori saranno assunti nel 2015, rimandando all’atto di Giunta della scorsa estate che collocava genericamente l’esaurimento delle assunzioni entro il 2016.
Inoltre, a seguito di una richiesta sindacale, è stata dichiarata l’intenzione di scorrere la vigente graduatoria del concorso per educatore di nido qualora dovessero verificarsi casi di fuori scuola definitivi.
Se accogliamo con favore il rispetto degli impegni assunti a Giugno su richiesta di CGIL-CISL_UIL e l’avvio da parte del Comune, delle procedure per l’assunzione dei restanti precari nelle scuole d’infanzia e nei nidi (sulla cui non rinviabilita’ anche la Corte di Giustizia europea ci ha dato ragione con la sentenza del 26 novembre), siamo invece assolutamente contrari a quanto ci e’ stato prospettato dal punto di vista contrattuale per le future insegnanti neo-assunte.
Infatti, l’A.C. ha infine dichiarato, al termine di una melina durata mesi, di voler utilizzare per le nuove assunte – e solo per loro- il Ccnl Enti locali, profilo insegnante, motivandolo con la generica necessita’ di non utilizzare più’ contratti di comparti diversi da quello delle autonomie locali anche a seguito di pressioni pervenute dal Ministero dell’Economia in occasione della trattativa inerente la statalizzazione delle Aldini-Valeriani.

Nel corso dell’incontro, poi, CGIL-CISL-UIL hanno chiesto di conoscere l’impatto della prossima legge di stabilità sul piano assunzioni del Comune, con particolare riguardo alle ricadute derivanti dall’eventuale approvazione di un emendamento del Governo che taglierebbe del 30% il personale (e le risorse ad esso dedicate) della Città Metropolitana, producendo così un numero molto alto di esuberi che, stando alla lettura del testo, dovrebbero prioritariamente essere assorbiti da Enti Locali e Ministeri solo dopo l’esaurimento da parte degli stessi delle graduatorie in essere.

Su questo punto specifico il Direttore Generale pur dichiarando che l’emendamento all’art. 35 della futura Legge di Stabilità non si può considerare consolidato, ha manifestato grande preoccupazione sia per i 15 milioni di euro che, ad oggi, dovranno essere tagliati dalla spesa corrente del Comune per il prossimo anno sia per la situazione che potrebbe a brevissimo determinarsi dentro la Città Metropolitana, sottolineando come, pur in una situazione difficilissima quale quella attuale, il Comune scelga la via della stabilizzazione dei precari.
Per parte nostra, oltre a ribadire la necessità di discutere quanto prima del resto del piano 2015, anche per affrontare altre situazioni particolarmente critiche – quale quella, ad esempio, dei SST – abbiamo chiesto che il Comune, oltre a sviluppare un’azione politica incisiva e visibile, assuma un ruolo proattivo nella creazione di un coordinamento fra Enti Locali del territorio al fine di governare i probabili esuberi derivanti dai tagli alle province, onde evitare la collocazione in mobilità (l’anticamera del licenziamento) di lavoratrici e lavoratori di quell’Ente.

A commento di un incontro che, se si esclude l’importante notizia sulle assunzioni, ha dipinto un quadro per certi aspetti drammatico, una parola in più merita la vicenda del contratto per le neoassunte nella scuola dell’infanzia: ribadiamo ancora una volta – come già’ abbiamo fatto in occasione dell’incontro- che non esiste nessun elemento ostativo dal punto di vista normativo alla possibilità’ per il Comune di utilizzare il Ccnl scuola (come anche altri Ccnl diversi da quello Enti locali) e che si tratta, quindi, di una scelta che l’A.C. sta compiendo per adempiere a mai formalizzati “suggerimenti” del Mef (leggasi Ragioneria Generale dello Stato) .
Se vorrà’ proseguire in questa direzione, il Comune produrrà’ un “doppio binario” (quello per le neo assunte e quello delle insegnanti già’ in ruolo).
Inoltre, con insegnanti che fanno riferimento a due regimi contrattuali diversi pur lavorando nella stessa classe e nella stessa scuola (e pur svolgendo lo stesso lavoro) si produrranno gravi difficoltà’ e problemi di gestione nelle nostre scuole dell’infanzia, come già sta avvenendo a Verona e a Firenze.
Infine, l’applicazione di un contratto diverso da quello della scuola potrebbe rendere più’ difficili e improbabili gli eventuali processi di statalizzazione che il Comune ha sempre dichiarato di voler fare.
Per tutte queste ragioni, chiediamo al Comune di riaprire immediatamente il confronto con le O.O.S.S.: in caso contrario, valuteremo immediatamente le iniziative da mettere in campo.

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