CGIL Umbria: prosegue la mobilitazione contro il Jobs Act

In un tessuto economico e sociale fortemente scosso e colpito dalla lunghezza infinita della crisi l’introduzione del jobs act produrrà ulteriori effetti di lacerazione.

Come abbiamo analizzato nel seminario del 12 febbraio con esperti e giuristi, gli effetti di ulteriore precarizzazione rappresentati dal cosiddetto contratto a tutele crescenti, che di crescente ha solo la precarietà che diventa strutturale, saranno devastanti nella nostra regione dove nel terzo trimestre 2014, come sottolineato dall’IRES Cgil, solo il 9% degli oltre 100mila avviamenti al lavoro è a tempo indeterminato.

Il direttivo regionale della CGIL dell’Umbria ha deciso di sviluppare un’intensa fase di mobilitazione per contrastare tale deriva.

La mobilitazione e il contrasto agli effetti del jobs act è imperniato sul rilancio della contrattazione e sulla raccolta delle firme per costruire un nuovo statuto dei lavoratori e delle lavoratrici, inclusivo rispetto a tutte le forme di precariato che dilagano nel mondo del lavoro umbro.

Parallelamente a questa impostazione non escludiamo di ricorrere alla raccolta delle firme per un referendum abrogativo sul jobs act, provvedimento iniquo, subalterno a Confindustria e assolutamente incostituzionale.

L’altra iniziativa è il sostegno alla campagna di raccolta di firme che affermi il diritto dei lavoratori nel sistema degli appalti. Il 19 marzo ci sarà la raccolta delle firme in tutte le aziende della nostra regione, mentre il 20 e il 21 marzo sono in programma altre iniziative sempre all’interno della campagna nazionale per sottolineare che i diritti non sono in appalto.

Inoltre nell’ambito della vertenza Umbria la CGIL sostiene fino in fondo la mobilitazione dei lavoratori nelle tre vertenze più rilevanti:

Condivisone piena delle posizioni assunte da FIM, FIOM, UILM e RSU dell’AST contro gli atteggiamenti unilaterali dell’AD Lucia Morselli sulla questione centrale AST TK;

Centralità per la fascia appenninica della concretizzazione dell’accordo di programma della ex A. Merloni e rilevanza dell’iniziativa aperta che si svolgerà il 7 marzo a Gualdo Tadino;

Condivisione dell’iniziativa promossa dalla RSU della Perugina e dell’iniziativa che si svolgerà l’11 marzo alla Sala dei Notari di Perugia finalizzata all’esigenza che la multinazionale Nestlè riapra una fase di investimenti sullo stabilimento di San Sisto per lo sviluppo dell’Azienda e la difesa dei livelli occupazionali.

Infine, la Cgil tutta è impegnata per favorire la partecipazione e il voto utile alle liste Cgil nelle elezioni per il rinnovo delle Rsu nei settori del pubblico impiego e della conoscenza, che si svolgeranno il 3-4-5 marzo.

Su questi punti e sulla concretizzazione di un piano del lavoro per l’Umbria alternativo alla logica barbara del jobs act la CGIL dell’Umbria svilupperà tutta la sua capacità di mobilitazione e di coinvolgimento.

 

Perugia, 27 febbraio 2015

 

Mario Bravi

Segretario Generale CGIL Umbria

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