Fincantieri, il gioco delle tre carte e il microchip (che l’azienda chiama rilevatori informatici)

Bruno Papignani – Ieri al termine dell’incontro con Fincantieri, che si è svolto presso la confindustria di Genova, per l’orario in cui è terminato e la necessità di rientrare ognuno nelle proprie sedi, non è stato possibile fare un comunicato ragionato, che in ogni caso verrà fatto in giornata. L’incontro doveva dare risposte alle piattaforme in tema di sicurezza e in tema di appalti. In realtàl’azienda ha spiegato a lungo quello che ha fatto e quello che vuole fare, dando risposte solo ad alcune proposte in forma indiretta e in molti casi di segno opposto alle nostre richieste. Ha utilizzando uno schema seminariale, che sulle forniture e gli appalti, corrisponde a qualunque manuale di organizzazione aziendale oggi in commercio, ma non corrisponde a quanto succede realmente in Fincantieri. Tuttavia sintetizzando si evince che: sulla sicurezza insieme ad alcune risposte condivisibili, viceversa si marca una volontà di gerarchizzare il tema, in modo tale da sminuire il ruolo degli RLS, oltre che, per ragioni ” di sicurezza”a dire dell’azienda , ha riproposto il microchip da mettere nelle scarpe e negli elmetti dei Lavoratori. Una proposta bizzarra condita da finti moralismi etici.Su appalti e forniture, si evince che l’azienda vuole aumentare il lavoro in appalto, affidandolo a grandi agenzie interinali e dando vita alla cosiddetta rete di imprese, col solo obiettivo come sulla sicurezza di scaricarsi dalle responsabilità. L’impostazione su questi temi per l’azienda è tutta unilaterale nella gestione futura. Non ha dato nessuna risposta ai problemi posti in piattaforma che sono la realtà dei cantieri. Allo stato ci sarebbero mille ragioni, purtroppo, per considerare il negoziato inconcludente e le posizioni dell’azienda, sommate con gli altri incontri, inaccettabili. Tuttavia siamo di fronte ad un comportamento coerente con la peggior tradizione italiana, basato sul gioco delle tre carte e non su un confronto reale. Lunedì a Roma l’incontro verterá su scenari, politica industriale e organizzazione produttiva. Sará necessario fare un primo bilancio e capire se ci sono spazi per un accordo, che allo stato del negoziato non vedo.

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