Nasce Progetto Lavoro, il quindicinale di Democrazia e Lavoro

scarica il giornale il pdf: ProgettoLavoro n.1

Conosciamo le difficoltà nel produrre informazione: operiamo in una realtà, la Cgil, in cui l’amplificazione dei problemi del vivere quotidiano si unisce ai grandi temi che travagliano il Paese. Peraltro il nostro punto di vista – spesso in contrasto con la stampa nazionale che vuole solo il confronto-scontro dei leaders – non trova il necessario spazio nel mondo della comunicazione. Oggi uniamo il periodico Progetto Lavoro a un altro strumento di informazione, Diellemagazine, che si rivolge dentro e fuori il mondo sindacale, intrecciando rapporti e relazioni nel mondo dei giovani, dei precari, di lavoratori e intellettualità diffusa… Serve la collaborazione di tutti: coloro che sentono l’importanza della comunicazione diventino protagonisti; scrivete articoli, elaborate pensieri, proposte di iniziative, idee che possono arricchire il dibattito sindacale su varie questioni. Abbiamo bisogno di tutti voi! Siamo nell’epoca della comunicazione, ma la “stampa libera” è ridotta al lumicino: ovviamente ci rivolgiamo a chi vive nel sindacato e conseguentemente al mondo del lavoro, agli iscritti Cgil, ai delegati Rsu, alle categorie dei lavoratori attivi e al grande mondo dei pensionati. La Democrazia si rafforza con il libero pensiero e con la partecipazione! Questi due assunti vivono nelle attività di ogni giorno nei posti di lavoro, nella Cgil, negli interventi sociali che impegnano milioni di persone spesso ignorate dalla politica. Tuttavia, sentiamo il dovere di portare dentro il nostro sindacato la grande sofferenza sociale che è diffusa nel Paese a causa di politiche che fanno pagare il costo della crisi economica ai lavoratori e ai soggetti più deboli della società. Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno tutti un denominatore comune: applicano le misure di rigore e di austerità dettate dal Consiglio europeo e rese concrete dalla rigidità della Banca centrale europea. Basti ricordare l’ormai famosa lettera (datata 4 agosto 2011) a firma di Trichet e Draghi, uscente ed entrante a capo della Bce. Hanno imposto ricette liberiste, in piena crisi economica, come le privatizzazioni su larga scala, la riduzione del ruolo dei servizi pubblici, la riforma della contrattazione con la fine del contratto nazionale, la volontà di favorire il contratto aziendale e di rendere i licenziamenti più facili. E ancora: hanno preteso nuove norme sul mercato del lavoro con riduzione dei diritti, la modifica del sistema previdenziale con l’allungamento della vita lavorativa e la riduzione dell’assegno pensionistico, imponendo di ridurre il perimetro di intervento di tutto ciò che è pubblico, dettando il cambio della Costituzione sulle regole di bilancio. Infine, hanno indicato anche lo strumento giuridico da utilizzare… il Decreto legge! Ecco allora che siamo davvero alla crisi della Democrazia! Contro tutto ciò ci siamo battuti e continueremo a farlo senza sottomissioni e subalternità. Abbiamo una grande ragione: saperla comunicare è fondamentale, proviamoci tutti assieme!

Nicola Nicolosi, Gianni Rinaldini

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