Sgrò: una nuova soggettività politica per la difesa del lavoro e della Costituzione.

Adriano Sgrò* – Sono pronti, siamo pronti!
Oggi è quantomai necessaria la costruzione di una nuova soggettività politica.
Per uscire dalla morsa della finanza internazionale antidemocratica, per dare voce al popolo italiano che non sopporta più le decisioni di una politica lontana dalle istanze e dai diritti dei cittadini.
Nella Scuola, nel Sindacato con quanti vogliono muovere un’azione di rivalsa sul versante democratico, tra le lavoratrici ed i lavoratori del pubblico impiego, tra cassintegrati e disoccupati, esistono nuove consapevolezze che rompono gli schemi di un Governo autoritario.
Mentre lo Stato è costretto ad arretrare sotto la scure delle imposizioni della Trojka, davanti a privatizzazioni e mercificazioni dei diritti, la parte sana della società è pronta a mobilitarsi, a prendere in mano le sorti di un paese alla deriva.
Le scelte del Governo Renzi rappresentano il precipitato di una filosofia cieca rispetto alla Democrazia e alla voglia di partecipazione.
L’approvazione forzata di questa nuova controriforma della Scuola, non è che l’inizio del declino inesorabile cui molte forze politiche stanno avviandosi.
Si vota con violenza dentro le aule parlamentari, si predicano soluzioni liberticide e razziste in un paese attanagliato dalla crisi.
Le operazioni delle forze di governo atte a declinare il verbo dell’impresa e delle banche, sono speculari al razzismo dilagante tra le forze politiche di destra che spingono alla lotta dei poveri contro i poveri.
Dobbiamo, in questo momento di grande confusione, mettere in salvo l’idea forte di quella parte consistente della Società che non è d’accordo con la privatizzazione dei beni comuni e che difende lo Stato e le Istituzioni sane  che devono stare dalla parte della giustizia sociale e popolare.
Non saranno certo le difficoltà oggettive a fare arretrare quanti come noi chiedono democrazia, solidarietà e partecipazione, nella società e nei luoghi dove si devono mantenere alti e forti i presidi di civiltà.
Le lavoratrici e i lavoratori del Pubblico Impiego sanno bene che lo scippo dei Contratti, la revisione della spesa che azzoppa sanità e assistenza,  la cancellazione di Province,servizi e Agenzie ispettive, la negazione della contrattazione e l’abbassamento dei salari rispondono alle stesse logiche di una politica subalterna agli interessi del Capitale.
Ingiustizie e diseguaglianze sono l’evidente declinazione di chi vuole impoverire il nostro paese.
La lotta deve essere quindi nuovamente ripresa. Occorrono mobilitazioni e iniziative indirizzate alla costruzione di una nuova soggettività politica che ponga al centro della propria proposta la netta difesa del lavoro e della Costituzione.
In ogni luogo deve essere questo l’impegno quotidiano, contro diseguaglianze e ingiustizie.
Basta con la svendita dei diritti, basta con i licenziamenti, basta con la privatizzazione dei servizi, basta con lo sperpero di risorse a favore dei ricchi, delle imprese e delle banche.
Agiamo con grande coraggio e partiamo da subito con le forze sane del paese.

Roma, 26 giugno 2015

*Democrazia e Lavoro, Coordinamento nazionale

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