Edilizia, sindacati delle costruzioni in piazza a Roma il 18 luglio

Worker and the blurred construction against blue sky

I dati parlano chiaro: in sette anni, dal 2008 al 2014, il settore ha perso il 32% degli investimenti e si colloca sui livelli di attività più bassi degli ultimi 50 anni.

“Oggi X Domani”: è questo lo slogan della manifestazione nazionale indetta dai sindacati delle costruzioni di Cgil, Cisl e Uil per il 18 luglio a Roma (a partire dalle ore 10 in piazza SS. Apostoli), che verrà conclusa dai segretari generali di categoria e dai segretari generali delle confederazioni Camusso, Furlan, Barbagallo. Al centro della manifestazione, che vedrà delegazioni provenienti da tutte le regioni e in rappresentanza dei vari comparti – edilizia, legno-arredo, cemento, lapidei, manufatti, restauro – le richieste dei sindacati al governo “innanzitutto la riduzione dell’età pensionabile per i lavori gravosi”, spiegano i segretari generali Feneal Uil Vito Panzarella, Filca Cisl Domenico Pesenti, e Fillea Cgil Walter Schiavella, che chiedono interventi anche per “il rafforzamento della sicurezza sul lavoro, la lotta al lavoro nero e precario, il rilancio degli investimenti in edilizia”. “Il settore continua a subire la crisi e le sue conseguenze – proseguono i segretari – con il crollo devastante dell’occupazione, del lavoro regolare e sicuro, dei redditi e dei consumi e la perdita di legalità e trasparenza. I dati parlano chiaro: in sette anni, dal 2008 al 2014, il settore ha perso il 32% degli investimenti e si colloca sui livelli di attività più bassi degli ultimi 50 anni”. Se c’è ripresa “nei nostri settori serve una lente di ingrandimento per trovarla. Lo vediamo dai dati delle Casse Edili”, spiegano i segretari: “dopo l’ennesima caduta del trimestre ottobre – dicembre 2014 (- 8% ore lavorate – 7% operai – 6% monte salario), nei primi mesi di quest’anno l’emorragia di posti di lavoro segna una lieve frenata, ma di contro scendono ancora le ore lavorate ed il monte salario (- 5% e -4%). Un dato che fa pensare ad una qualità del lavoro sempre più al ribasso e ricattato”. Rispetto a sei anni fa “siamo quasi al dimezzamento del numero degli operai e delle imprese, addirittura oltre per la massa salari” ed i provvedimenti sul mercato del lavoro del governo “nel nostro settore si confermano inutili perché, proprio per le caratteristiche contrattuali del lavoro di cantiere, i posti di lavoro recuperati in questi ultimi mesi non dipendono da quel provvedimento ma piuttosto da una parziale emersione del lavoro grigio, dovuta ad adempimenti minimi introdotti a livello contrattuale, ed alla ripresa in attività di lavoratori che hanno fatto ricorso ad ammortizzatori sociali, presumibilmente impiegati in medie imprese”. Ai pochi investimenti e al poco lavoro si aggiunge il troppo tempo, quello per la pensione, che per gli edili è un miraggio: “i lavori non sono tutti uguali, perché allora l’età per andare in pensione lo è?”. I leader sindacali chiedono di “ridurre l’età pensionabile, consentendo uscite flessibili e senza penalizzazioni a chi svolge mansioni pesanti, come gli edili e i cavatori, che per poter avere uno straccio di pensione sono costretti a stare sulle impalcature o in cava fino a 67 anni, con rischi per la vita, come confermano i dati in crescita di infortuni gravi e mortali tra gli over 60. Non solo, ma a questi lavoratori, caratterizzati dalla discontinuità lavorativa, occorre garantire anche ammortizzatori sociali adeguati, con l’aumento di periodi di copertura contributiva”. “Non possiamo più aspettare, il governo deve passare dagli annunci ai fatti. Il Paese ha bisogno di lavoro e di opere utili, di scelte strategiche e risorse per far partire i cantieri utili, di lavoro buono, imprese regolari. Per questo occorre rafforzare la lotta ad irregolarità, lavoro nero, corruzione” proseguono Panzarella, Pesenti, Schiavella “per questo serve una nuova legge sugli appalti e la revisione della norma sul Durc on-line. Per questo serve rafforzare le regole ed i controlli, a partire da quelli sulla sicurezza, in un settore che drammaticamente sta pagando un tributo di sangue e morti intollerabile”. Richieste che i sindacati delle costruzioni da SS. Apostoli rilanceranno al governo e al premier, con il sostegno dei segretari confederali,schierati al loro fianco per sostenere le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori delle costruzioni.

fonte: Lavoro & Politica

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