Riccardo Terzi: un intellettuale originale del movimento operaio. Gli ho voluto bene

Fausto Bertinotti – Da oggi io, come altre compagne e compagni che hanno avuto in sorte di fare con Riccardo un lungo, difficile, ma affascinante cammino, mi sento più solo. Abbiamo perso una parte di noi, una parte della storia di una comunità di donne e di uomini che hanno provato e riprovato a cambiare il corso delle cose. Riccardo è stato un originale dirigente del movimento operaio. Intellettuale colto e raffinato, militante dalla passione forte seppure trattenuta da una sorta di pudore dei sentimenti e delle emozioni. Gli sono stato amico, in una amicizia discorde come recita il libro che abbiamo scritto insieme. Le nostre discordanze hanno sempre arricchito la nostra amicizia nella fraternità di saperci dire compagni. Gli ho voluto bene e, cosa rara in appartenenti alla stessa generazione, ho provato nei suoi confronti, stima e rispetto. Vale per lui la formula antica: ha combattuto la buona battaglia, ha terminato la corsa, ha conservato la fede.
Purtroppo la conclusione della sua battaglia è venuta troppo presto. Ci mancherà molto.

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