La Fiom emiliana: “Basta con lo stand Cgil alle Feste dell’Unità”

Il segretario regionale della Fiom Bruno Papignani: “Il Pd è un partito di destra”

Basta con lo stand Cgil alle Feste dell’Unità. La richiesta è del leader regionale della Fiom Bruno Papignani, che l’ha avanzata oggi al segretario della Camera del Lavoro di Bologna, Maurizio Lunghi durante una riunione dei delegati del sindacato metalmeccanici. “Il Pd è un partito di destra, contrario ai lavoratori”, ha sottolineato Papignani incassando l’applauso dei delegati riuniti all’Arci Benassi. “So che faccio male a dirlo, perchè molti di voi sono ancora legati a quelle cose- ha premesso il segretario Fiom- ma quando vedo che la Cgil è alla Festa dell’Unità di Bologna e viene definita ‘associazione’… Non so cosa ci andiamo a fare a quella festa, visto che non ci andiamo a volantinare contro il Jobs act come avevo proposto io. Se vogliamo creare una cultura diversa dobbiamo essere coerenti”. Sorriso raggelato di Lunghi, presente all’intervento di chiusura della riunione.

Nel corso della riunione è stato affrontato anche il tema degli stipendi e delle pensioni dei sindacalisti, balzati sulle cronache nelle ultime settimane. “Stavolta ci riformano da fuori”, ha avvisato Lunghi. “L’attacco arrivato ad agosto sul reddito dei sindacalisti- dice il segretario della Cgil di Bologna- fa il paio col lavoro che Tito Boeri ha consegnato al Governo”. La tesi è che i “sindacati sono una casta, un ferro vecchio che va rottamato. Nella percezione del paese, che abbiamo captato anche nelle riunioni del pubblico impiego, è che è meglio se i sindacalisti tornano a lavorare”.

Ma l’attacco al sindacato, ha avvisato Papignani, “non deve farci andare in difesa nei luoghi di lavoro. Si deve mettere tutto in trasparenza, le buste paga in Internet. Ma se il sindacato non riconquista i diritti per i lavoratori anche lo stipendio minimo è troppo”. Appello alla trasparenza anche dal segretario Fiom di Bologna Alberto Monti. “E’ assolutamente necessaria la trasparenza per contrastare questo attacco al sindacato che può arrivare ad altri temi come i permessi sindacali. C’è un disegno restaurativo che parte da questo Governo, ma non solo”.

Lunghi, nel corso dell’assemblea, ha anche sollecitato i delegati a presentare i patti sul lavoro sottoscritti con Virginio Merola e Stefano Bonaccini. “Il modello alternativo a quello di Renzi- secondo il segretario Cgil- è quello che abbiamo fatto con i patti siglati a Bologna e in Emilia-Romagna, se non altro perche riconoscono le relazioni sindacali. Fatelè votare nei luoghi
di lavoro, questo ci può aiutare a dire a livello nazionale per dire che un’altra strada è possibile”. Lunghi sollecita un intervento della Cgil anche sul fronte profughi. “Dobbiamo fare la nostra parte. Alcuni preti si sono sorpresi per le parole del papa. Noi dobbiamo fare qualcosa di più del centro stranieri, che già svolge un lavoro significativo. Con le altre Camere del lavoro dobbiamo favorire una migliore integrazione di queste persone”.
fonte : la Repubblica

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