GRECIA-ITALIA, UNA FACCIA, UNA RAZZA

Marina Hronaki è una brava delegata della FPCGIL di Perugia ed è una donna con una storia particolare che l’ha portata ad avere due patrie, l’Italia dove da anni vive e la Grecia dove è nata, attraversando momenti storici difficili, entusiasmi , delusioni.

Marina, è passato molto tempo da quando sei giunta in Italia, come e quando sei arrivata?

Sono arrivata nel 1980, avevo vent’anni, in Grecia non era possibile per me entrare all’università perché ero un iscritta ai giovani comunisti (KKE) e quindi visto che volevo studiare, prima mi hanno indirizzata verso la Bulgaria, avevo già fatto tutte le vaccinazioni per partire ma poi non sono stata accettata perché il governo di allora cercava figli di militari per addestrarli per diventare spie nei paesi con regime comunista , ed io non andavo bene, allora delusa e arrabbiata sono andata a cercare un esponente del partito , giovane come me, ma con un esperienza importante aveva partecipato alla rivolta del Politecnico , e quindi rispettato e autorevole all’interno del partito,che mi ha detto :” tu non puoi rimanere così, devi studiare, vai in Italia e ti porti dietro anche mio fratello” ho fatto il passaporto di domenica, scomodando il sindaco del mio paese, che era mio zio, che per convincermi a restare si era offerto di trovarmi un lavoro vicino a casa, ma io ormai avevo deciso volevo studiare ed andare in Italia e quindi mi ha fatto lui personalmente il passaporto. I miei genitori avendo capito quanto per me era importante si sono fatti prestare i soldi per farmi affrontare il viaggio e le prime spese e sono partita il lunedì verso Perugia per iscrivermi all’ università degli Stranieri. Io non conoscevo una parola di italiano e gli italiani che ho incontrato non capivano una parola di inglese è stato complicato anche prendere il treno da Ancona per arrivare a Perugia ,dove una ragazza, compagna greca del partito comunista, ci è venuta a prendere alla stazione e ci ha trovato una collocazione per cominciare questa avventura italiana. Frequentando le riunioni del partito comunista italiano a Perugia ho incontrato il mio attuale marito e sono rimasta qui.

Che sentimenti nutrono i greci verso gli italiani?

“Una faccia una razza”, questo dicono i greci degli italiani, intendendo che sono uguali, con gli stessi lineamenti del viso e anche con la stessa mentalità, dal punto di vista politico anche la stessa sfortuna
L’accoglienza nei paesi così detti democratici nei confronti dei rifugiati politici fu uno strumento efficace per abbattere regimi come quello dei Colonnelli in Grecia, oggi non si riesce a costruire opposizioni efficaci a partire dalla accoglienza, dipende secondo te dalla qualità di questi rifugiati o allora chi accoglieva aveva la lungimiranza di investire nelle organizzazioni politico sindacali d’opposizione?

Secondo me non dipende assolutamente dalla ” qualità” dei rifugiati in quanto nella storia i rifugiati hanno tutti le stesse caratteristiche fuggono, fuggono dalla guerra, dalla fame, dalla dittatura in cerca di pace di cibo e di libertà.
Quello che manca oggi è la cultura dell’accoglienza, è la rete di relazioni anche internazionali che i partiti,come nel mio caso, hanno svolto e svolgevano senza tornaconto solo per aiutare un compagno/a in difficoltà. Questo principio stava alla base del partito in cui militavo e in cui mi riconoscevo ,ed ora con dispiacere non riesco a sentire questi valori in nessun altro partito o esponente politico.

In Italia abbiamo sempre considerato erroneamente il 1945 come la data della sconfitta dei fascismi, eppure sono molto più recenti le cadute di regimi in paesi come Grecia , Spagna, Portogallo, stranamente queste giovani democrazie sono quelle in cui ora l’ Europa ha più ferocemente espropriato di ogni facoltà i rispettivi Parlamenti. L’Italia è il quarto paese a comporre la lista dei PIGS. Per te e per chi ha visto una pagina di storia come la fine di una dittatura, cosa ha rappresentato e cosa rappresenta l’Europa?

Sia da greca che da italiana penso che che stiamo subendo un’ altra dittatura peggiore di quelle precedenti perché di tipo economico che coinvolge tutte le nazioni europee impoverendo gli stati del sud Europa con il ricatto della moneta unica e arricchendo le banche soprattutto tedesche.

La vulgata conservatrice dei nostri giornali ha dipinto i greci come un popolo di dipendenti pubblici con un sistema pensionistico troppo allegro, quasi a sottintendere che sia un popolo di scansafatiche. Quali sono le reali condizioni di lavoro in Grecia e quale sistema di welfare c’era?

È sbagliato pensare che i greci sono scansafatiche, il sistema pensionistico è stato riformato da poco, le pensioni baby o i bonus, non ci sono più. Ai dipendenti pubblici è stato drasticamente ridotto lo stipendio fino a portarlo ad un 40% in meno con una media vicina alla soglia di povertà.
Negli ospedali la situazione è sull’orlo del collasso, i pazienti si portano le medicine da casa ci sono notizie in merito a continue infezioni contratte in ospedale dopo interventi chirurgici.
Quindi la situazione è molto peggiorata

Sei appena tornata della Grecia , il premier Tsipras rivendica una serie di misure già messe in piedi nella lotta alla povertà e nella ricontrattazione del debito ma non mancano le polemiche anche interne alla sinistra. Che aria si respira tra i lavoratori? Che posizione ha preso il sindacato?

Il sindacato non prende posizione sembra non essere in mezzo alla gente e non si espone più di tanto, qualche manifestazione isolata ma senza un obiettivo preciso e non sono vicino ai problemi delle persone. Chi è presente in maniera massiccia sono i partiti, perché i rappresentati anche i deputati si dedicano a parlare con le persone si organizzano dei comizi spontanei anche per la strada e nei bar . Siryza è la vicinanza tra le persone, l’ accoglienza, è il farmacista, la commercialista, il fornaio , il sindaco , adesso la discussione è sempre accesa perché le votazioni coinvolgono e attivano tutta la popolazione, con una forte dialettica interna, soprattutto dopo la scissione e la nascita di laici enotita che chiedono il no all’austerità.
In molti in Grecia non hanno capito perché Tzipras ha accettato i ricatti e quindi le condizioni che la Germania ha imposto alla Grecia, dopo il referendum dove ha vinto il no(oxi) , nessuno ha spiegato le motivazioni di quell’ accordo che impone ancora più tagli e privatizzazioni.

Vivendo in Italia hai visto gli ultimi quattro governi seguire alla lettera i contenuti della lettera di Trichet del 2011, quali sono le analogie con il memorandum imposto alla Grecia?

I compiti da eseguire assegnati dalla” maestra Angela”, sono per tutti gli stessi : Grecia, Italia, Spagna ecc.

Sei una delegata del pubblico impiego, si sta entrando nel vivo di un feroce attacco al lavoro e ai servizi pubblici stessi, quali prospettive vedi?

Sono molto preoccupata, lo stato sociale viene smantellato centesimo dopo centesimo.
Io lavoro un un asilo nido e abbiamo toccato con mano i tagli , perché sono aumentati i carichi di lavoro e le mansioni, il mio lavoro è un lavoro di cura, estremamente delicato per la fascia di età e per l’attenzione che bisogna dedicare ai bambini che sono sempre più piccoli, ma anche di fatica fisica dove bisogna mantenere alto un livello di qualità e di professionalità però la schiena e le gambe non ce la fanno a dare di più.
lo stipendio dei dipendenti pubblici è fermo da sette anni , e il governo continua a tagliare le risorse ai comuni mettendo in forte criticità la sostenibilità del servizio pubblico con in contratto degli enti locali.

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