Landini: la conferenza d’organizzazione della CGIL prefigura la prossima discussione congressuale

Dichiarazione di voto di Maurizio Landini rispetto al documento finale – Noi stiamo prendendo decisioni che prefigurano in realtà una discussione congressuale, che modificano di fatto lo Statuto, e le stiamo prendendo con una platea, come ricordava Nino Baseotto nella relazione, molto limitata; con una discussione che non ha coinvolto né gli iscritti e le iscritte né tanto meno i delegati e le delegate a cui ci vogliamo rivolgere. Io credo che questo sia un errore che stiamo facendo. Seconda cosa. Vorrei chiarire, visto che ho avuto l’onore di essere citato nelle conclusioni da parte del segretario generale, che io non ho chiesto di non decidere ma, proprio perché come si eleggono i dirigenti è una discussione molto importante, ho chiesto che questa Conferenza anziché decidere – attraverso il direttivo che ci sarà poco dopo – di cambiare lo Statuto poteva su questa materia avviare una discussione da consegnare al Congresso, nel quale si sarebbero potute confontare anche opinioni diverse. In questo modo noi oggi chiudiamo la discussione, non l’apriamo. Terzo aspetto è che non è vero che con questa decisione che noi stiamo prendendo ad esempio sull’Assemblea e sul numero dei componenti dei Direttivi noi allarghiamo la partecipazione e la rappresentanza. Io faccio un esempio: nella mia categoria il Comitato centrale della Fiom è fatto da 181 persone di cui il 35-40% sono già delegati di produzione. Con lo schema che si decide oggi, da applicare anche ai direttivi dei territori di ogni categoria, il prossimo Comitato centrale della Fiom non può avere più di 100 componenti e si raddoppierà nell’assemblea da tenere al massimo una volta l’anno, creando quindi una disgregazione. Quindi questa storia che noi stiamo allargando la partecipazione secondo me è raccontare delle balle. Infine, di quello che è successo alla Fiat, dove altre organizzazioni hanno firmato l’esclusione della nostra organizzazione, le stesse organizzazioni che addirittura hanno già firmato la liquidazione del diritto di sciopero, e del fatto che adesso che si vota la Fiom-Cgil è il primo sindacato alle elezioni degli rls, qui non è mai stato citato né nella relazione né nelle conclusioni, né si pone questo problema alle altre organizzazioni. Nonostante siamo noi il primo sindacato lì dentro siamo ancora esclusi dal tavolo delle trattative e dagli accordi. E discutere qui tranquillamente di azioni unitarie del sindacato ma non porre mai il problema che la prima condizione è di smettere di discriminare la nostra organizzazione, mi fa venire una domanda: chi è che non discute, chi è in questa fase non sta ascoltando. Cosa debbono fare allora quei lavoratori e quegli iscritti per farsi ascoltare e per avere la stessa dignità di qualunque altro iscritto alla Cgil? Quelli che si sono fatti un mazzo e che se lo continuano a fare lì dentro sono quelli che tengono in alto le bandiere della nostra organizzazione. Dopo 5 anni avremmo dovuto capirlo tutti che quello non è un caso eccezionale e non più ripetibile e stiamo vedendo quello che sta succedendo. Alla luce di tutte queste ragioni io voterò no. Grazie Roma, 18.09.2015

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