Ripartiamo dal basso

La situazione drammatica del paese, in ogni suo aspetto, si riversa quotidianamente sulla condizione di milioni di cittadini, di lavoratrici e di lavoratori.

Per quanto riguarda il Pubblico Impiego e i settori che confluiscono nel sistema dei servizi pubblici, il blocco dei contratti e l’impossibilità a fare contrattazione a livello aziendale hanno comportato una perdita del potere di acquisto dei salari ed una condizione di totale impoverimento.

I Governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno pensato di adottare provvedimenti che – nell’accogliere la linea del rigore e dell’austerità imposta da organismi internazionali al servizio della finanza – hanno provocato lo smantellamento dello stato sociale, la destrutturazione dei servizi pubblici e la riduzione progressiva dei diritti di cittadinanza Diritti che prima erano garantiti attraverso l’erogazione delle prestazioni di noi lavoratrici e lavoratori dei comparti pubblici.

Con le Leggi in materia previdenziale è stato programmato l’impoverimento di milioni di lavoratori e l’obbligo di restare al lavoro che impedisce il rinnovamento della forza lavoro e le nuove assunzioni.

Per queste motivazioni riteniamo che le parti sociali debbano riprendere una grande mobilitazione nel paese, chiarendo che non siamo di fronte ad una lotta che riguarda solo chi si trova all’interno dei servizi, ma la cittadinanza tutta.

Lottare in difesa del lavoro e dei servizi pubblici significa garantire accesso universale ai diritti di cittadinanza ed impedire che il prezzo della crisi siano sempre i più deboli a pagarlo.

Occorre, in primo luogo, avviare una campagna di mobilitazione prima dell’approvazione della Legge di Stabilità, affinché siano cancellati i tagli alla sanità ed allo stato sociale e venga reperita la copertura finanziaria per poter rinnovare i contratti di lavoro, scaduti da più di sei anni.

Occorre, in secondo luogo, riacquistare la fiducia di chi lavora in questi servizi e cancellare la rassegnazione di quanti hanno già abbandonato la partecipazione alla vita democratica del paese (si guardino i dati dell’astensionismo elettorale per averne una misura) e che rischiano di perdere definitivamente fiducia anche nel Sindacato.

Occorre, infine, riacquistare la fiducia dei cittadini-utenti nei servizi pubblici attraverso il rilancio della loro disponibilità (accesso per tutti a un costo contenuto) e qualità, contrastando al contempo gli effetti della campagna diffamatoria messa in atto nei confronti del Pubblico impiego da Renato Brunetta e mai smentita da coloro che gli sono succeduti.

Per questo motivo, la campagna di adesione, lanciata dai e nei luoghi di lavoro con la sottoscrizione di tantissime delegate e tantissimi delegati al Documento “Ripartiamo dal basso”, deve coinvolgere la nostra Organizzazione Sindacale e riaprire un percorso di riavvicinamento del Sindacato con i lavoratori e le loro reali condizioni esistenziali, oltre che lavorative.

Il Documento che abbiamo sottoscritto deve vivere quotidianamente nelle nostre strutture sindacali e nei luoghi di lavoro, deve costituire un forte riferimento per una grande vertenza sui servizi pubblici, sulla contrattazione, per la democrazia nei luoghi di lavoro e nella società.

Tale vertenza dovrà vedere protagonisti i delegati e gli iscritti della cgil nei luoghi di lavoro, affinchè essi concorrano, con le loro proposte, alla definizione della linea dell’organizzazione e non soltanto alla mera ratifica e trasmissione della stessa.

Le delegate ed i delegati RSU della FP-CGIL: Micol Tuzi, Patrizia Frisoli, Francesca Garau, Salvatore Livorno, Egidio Di Michele, Saverio Cipriano, Matteo Gaddi, Mimmo Dieni

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