Democrazia e Lavoro: la CGIL Campania e Napoli va commissariata

Le dimissioni Di Tavella e Libertino rappresentano per la CGIL Campania e Napoli il triste e fisiologico epilogo di una amara vicenda in cui è piombato il sindacato di Di Vittorio nella nostra Regione. Pertanto l’Area di minoranza in CGIL Democrazia e Lavoro della Campania ritiene necessario che si proceda al commissariamento della CGIL Campana e di Napoli e si vada quanto prima verso il Congresso Straordinario. Auspichiamo che nel lavoro di commissariamento, si vada a guardare, pezzo per pezzo, meandro per meandro, dentro tutta la vicenda CGIL Napoli e Campania. Riteniamo sia giunta l’ora di passare al setaccio tutto, Categorie regionali, Cgil provinciali, per capire chiaramente da dove ricominciare. Siamo ormai calati in una profonda crisi umana e sindacale da cui si dovrà pur risalire . La crisi democratica e sociale nella Regione Campania è così grave e preoccupante: l’aumento della disoccupazione e delle fasce di povertà , senza che si intravedano segnali di ripresa economica, la trasformazione autoritaria del sistema politico istituzionale locale e l’assenza di una strategia per il rilancio della Campania, fanno ritenere conclusa l’esperienza politica dell’attuale gruppo dirigente regionale e della CDLM di Napoli, che non ha saputo esercitare una seria politica sindacale e ha dimostrato debolezza nel contrapporsi all’intreccio tra politica, affari e criminalità. In Regione Campania e nell’Area Metropolitana di Napoli, soprattutto, giacciono ancora insolute, decine di Vertenze: Sanità, Trasporti, pubblico impiego, industria. Vertenze a cui i vertici della CGIL, per inadeguatezza non hanno proprio guardato. E’ ormai chiaro che si è rimasti imprigionati in una debole accondiscendenza ai governi regionali e subordinazione alle altre Organizzazioni Sindacali confederali nella scelta del che fare. Accanto a questo inevitabilmente si assiste anche ad una profonda crisi di rappresentanza documentata dal calo di iscritti e testimoniata dalla frattura che si è venuta a creare tra il mondo del lavoro e la nostra organizzazione in Campania e a Napoli, attraverso lo sgretolamento di un tessuto di solidarietà con i lavoratori e tra i lavoratori, e al venir meno del rapporto di fiducia verso il nostro sindacato all’interno dei luoghi di lavoro, emblematico è il caso del risultato del voto al rinnovo della RSU in FFSS, che fa sprofondare la CGIL al 3 posto delle preferenze laddove il dato nazionale è più confortante. Ne sono la causa i processi di burocratizzazione in cui è involuto il sindacato e i cedimenti sul versante dell’autonomia dalla politica e dal sistema delle imprese, si deve prendere atto che abbiamo raggiunto un punto di non ritorno, dove ogni ritardo nel prendere le decisioni necessarie può rivelarsi esiziale: soprattutto quando ci si trova di fronte ad una situazione gestionale dell’organizzazione, dal punto di vista economico, disastrosa, senza che si intraveda un piano di rientro serio e praticabile. Dove L’unico rimedio previsto è stato la previsione dell’alienazione del palazzo della CGIL di Via Torino n.16 a Napoli. Bisogna rimettere in carreggiata la nostra CGIL in Campania e a Napoli. Democrazia e lavoro chiede che si avvii al più presto il processo di commissariamento, e che si tenga conto in futuro di una seria politica di rinnovamento della Classe dirigente, espressione dei luoghi di lavoro e non del compiacimento dei palazzi. Democrazia e Lavoro CGIL Campania chiede pertanto una seria discussione su che idea di Sindacato far emergere …. ora è assolutamente necessario. Per farlo non saranno sufficienti, unicamente, le dimissioni dei segretari generali Campania e Napoli ma occorrerà una seria verifica dell’intero quadro dirigente campano, per non ripercorrere mai più gli errori del recente passato e soprattutto per vedere riemergere un sano principio di collegialità nelle scelte e di confederalità sana. DL chiede che si discutano i nodi complessi delle vertenze in Campania auspicando una seria politica di unificazione delle vertenze, che spezzi il pericoloso trend corporativo ormai incombente nella politica sindacale di questi anni. Pertanto auspichiamo fortemente il Commissariamento della CGIL Campania e Napoli e saremo disponibili, se davvero si vorrà cambiare la storia della CGIL in Campania, a dare una mano per una nuova rinascita della nostra Organizzazione. Napoli, lì 07/12/2015 Democrazia e Lavoro CGIL Campania

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