Lavoratori e clienti di tutte le banche, unitevi!

In questi giorni, davanti alle sedi e filiali delle quattro Banche oggetto del decreto legge di salvataggio emanato dal Governo Renzi, sono comparsi cartelli insultanti e minacciosi che si accompagnano a cappi forcaioli. C’era da aspettarselo: si tratta dei primi segnali di quello che Banchieri al soldo della peggio Politica e dell’Imprenditoria più rapace vanno preparando e diffondendo col megafono di media compiacenti: la guerra fra poveri dei piccoli risparmiatori contro i lavoratori del credito.

NON SONO I LAVORATORI A ESSERE RESPONSABILI DELLA CRISI DI CREDIBILITA’ DEL SISTEMA BANCARIO!

Le responsabilità sono in capo a quanti incapaci, collusi e conniventi politicamente hanno sinora amministrato quelle Banche attraverso una gestione del credito non trasparente e clientelare, spesso in evidente CONFLITTO DI INTERESSI. La situazione è stata amplificata dall’inadeguatezza, in taluni casi vera e propria assenza, dei controlli interni e di quelli, cosa ancor più grave, di Bankitalia e Consob.

I LAVORATORI DELLE 4 BANCHE SONO AL FIANCO DEI PICCOLI RISPARMIATORI TRUFFATI E RAGGIRATI PERCHE’ COME LORO STANNO SUBENDO LE TRAGICHE CONSEGUENZE DI QUESTO STATO DI COSE.

Nelle quattro Banche coinvolte dalla crisi, negli ultimi due anni, si sono persi 1.100 posti di lavoro. Un danno grave sul piano sociale prima di tutto, ma anche dal punto di vista economico per quei territori dove sarà necessaria un’ulteriore, durissima lotta per evitare l’ennesima stretta dal punto di vista occupazionale.

La vendita di titoli rischiosi quali le OBBLIGAZIONI SUBORDINATE, che da giorni hanno gettato nello sconforto migliaia di risparmiatori, NON SONO RESPONSABILITA’ DEI LAVORATORI, ma solo il risultato di quelle modalità con cui AMMINISTRATORI, IMPRENDITORIA E POLITICA, sodali fra loro, HANNO SFRUTTATO I TERRITORI.

Le obbligazioni subordinate, come tutti i prodotti rischiosi venduti agli sportelli delle banche al popolo dei piccolo risparmio, sono l’evidenza di un modo di fare banca che non mira allo sviluppo, ma è solo funzionale alle folgoranti carriere del top management e a gonfiarne le retribuzioni, nonché a remunerare i grandi azionisti e a coprire i comportamenti scorretti succedutisi nel tempo e favoriti da inappropriati controlli del rischio. E queste sono prerogative comuni a gran parte del sistema bancario.

Le PRESSIONI COMMERCIALI esercitate in modo parossistico e fuori controllo dalle funzioni apicali delle Banche sui lavoratori per vendere prodotti opachi, costosi e rischiosi per la clientela, vanno fermate e gli incentivi economici legati a queste vendite, sotto forma di salario premiante, vanno sottratti alla attuale ed assoluta discrezionalità delle Aziende, nell’interesse dei risparmiatori e dei lavoratori, e ricondotti ad una contrattazione che si basi su criteri di eticità e di equità redistributiva.

Se la Politica, il Governo, Bankitalia, la Consob e le Banche, che da questo stesso Governo hanno ricevuto un sostegno miliardario fra sgravi fiscali e rivalutazioni, non provvederanno a garantire, a partire da questa crisi, i risparmi dei piccoli risparmiatori l’effetto “panico”, potrebbe crescere a dismisura e causare una vera crisi di sfiducia generalizzata nei confronti dell’intero sistema creditizio.

UN SISTEMA, QUELLO DELLE BANCHE ITALIANE, CHE HA CESSATO ORMAI DA TEMPO IL SUO TRADIZIONALE RUOLO DI INTERMEDIAZIONE DEL CREDITO E DI VOLANO PER L’INTERA ECONOMIA NAZIONALE, E HA GETTATO LAVORATORI E RISPARMIATORI NELLA FOLLE LOGICA DELLA SPECULAZIONE FINANZIARIA, PER ARRICCHIRE I POCHI A DISCAPITO DELLA COLLETTIVITA’.

OCCORRE CREARE UN FRONTE UNICO FRA OO.SS. DEL SETTORE E ASSOCIAZIONI DEI RISPARMIATORI, PER UNA MOBILITAZIONE COMUNE CHE ESIGA IL RIMBORSO DELLE OBBLIGAZIONI SUBORDINATE, MISURE ADEGUATE DA PARTE DEGLI ORGANI DI VIGILANZA E CONTROLLO LA PERSEGUIBILITA’ DEI RESPONSABILI DEL DISSESTO E IL RIPRISTINO DELLA TUTELA E DELLA ONORABILITA’ DEI LAVORATORI BANCARI.

coordinamenti RSA bancarie della Lombardia e del Piemonte

dell’aggregazione CUM PANE FISAC/CGIL

23/12/2015

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