Democrazia e Lavoro: lettera aperta alla Flc-Cgil di Palermo

Alla Segreteria della FLC CGIL di Palermo Care compagne, cari compagni, nel rispetto delle scelte di ciascuno, riteniamo doveroso avanzare una riflessione che nasce dall’inserimento del sottosegretario Davide Faraone nella scaletta dei lavori seminariali del 25 gennaio 2016. Il confronto , soprattutto con chi non la pensa come noi, è elemento centrale in una società democratica e non va mai messo da canto. Tuttavia in determinati momenti storici, motivi di merito e di opportunità politica impongono anche nella scelta degli interlocutori una adeguata ponderazione. L’onorevole Davide Faraone incarna nell’immaginario collettivo l’IDEA di scuola che la FLC CGIL, i suoi iscritti e i lavoratori della scuola, soprattuto i “CONTRASTIVI”, combatono da quando è comparsa la prima bozza di controriforma proposta dall’attuale Governo. In questa fase politica, dopo il grande sciopero del 5 maggio 2015, nelle varie province d’Italia, i docenti stanno tentanto di riorganizzarsi con fatica all’interno delle scuole per ri-attivave le azioni di contrasto rivolte a impedire che l’ideologia della competizione, della mericificazione e della aziendalizzazione possa prendere corpo anche all’nterno del settore della conoscenza. La nostra azione, nel rispetto dei ruoli, non può non essere misuata a quanto i movimenti di protesta contro la legge 107 stanno costruendo nelle scuole, anzi deve essere da stimolo e da suporto nel contempo. Perciò riteniamo l’invito all’onorevole Faraone inopportuno politicamente e inadeguato rispetto agli obiettivi che abbiamo all’orizzonte: cancellare la controriforma della scuola. Il sottosegretario all’istruzione, al di là delle dubbie competenze nel settore, si è rivelato il difensore più strenuo delle politiche nefaste adottate dal Governo. Invitarlo a un seminario promosso dalla FLC CGIL nel momento in cui abbaiamo la necessità di compattare la categoria, significa accreditarlo verso quel mondo che ne contrasta il disegno politico/ideologico e che pensa al settore della conoscenza come il terreno su cui far crescere i diritti di cittadinanza di tutte le fasce sociali, soprattutto di quelle più deboli, attraverso la libertà d’insegnamento, costituzionalemente garantita. Per tali ragioni, nel raccogliere l’indignazione che ci viene segnalata dal mondo della scuola, vi invitiamo a riconsiderare l’opportunità dell’invito, tenuto conto che andrà ad incidere sulla credibilità futura delle battaglie che la nostra organizzazione andrà a proporre ai lavoratori.

Area Programmatica DEMOCRAZIA E LAVORO FLC CGIL NAZIONALE

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