Democrazia e Lavoro Sicilia: pessimo accordo su Poste

Riteniamo opportuno esprimere alcune considerazioni in merito all’accordo PCL del 25 settembre u.s. e sulle sue ricadute nel nostro territorio. La nostra regione a seguito della riorganizzazione PCL (Posta Comunicazione Logistica), sottoscritta da tute le OO.SS., rischia di pagare un conto salatissimo in tema di eccedenze. Infatti se è vero che in prima battuta gli esuberi quantificati in Sicilia ammontano a circa 40 unità suddivisi tra Palermo, Catania, Messina, Siracusa, con il completamento della riorganizzazione, che prevede per i Comuni Siciliani il recapito a giorni alterni, le eccedenze, ad oggi non ancora quantificate, potrebbero essere centinaia. Un accordo che non da subito l’entità dei dimensionamenti futuri, è negativo. A tal proposito giova ricordare che con la nuova organizzazione del recapito al momento nessuna città della nostra Regione, né Palermo o Catania, sono rientrate tra le c.d. Aree Metropolitane e quindi anche in queste città il recapito avverrà a giorni alterni arrecando grave disagio alla cittadinanza ed un taglio drastico agli organici. Tutto ciò, è bene sottolinearlo, è avvenuto con l’avallo di tutte le maggiori OO.SS. sia nazionali che regionali, seppure il Coordinamento Nazionale Area Servizi Postali di Democrazia e Lavoro aveva espresso forte contrarietà alla firma dell’accordo. Per queste ragioni appaiono strumentali, ipocrite e sospette, le prese di posizione del SLP/CISL di Palermo che con dichiarazioni roboanti alla stampa cittadina, che somigliano tanto alle c.d. lacrime di coccodrillo, richiedono la revisione dell’accordo per inserire Palermo tra le città Aree Metropolitane con recapito giornaliero. Sarebbe utile che questa organizzazione sindacale spiegasse alle lavoratrici e ai lavoratori il perché non si sia accorta, in sede di accordo nazionale e territoriale, di quanto era previsto per la città di Palermo e come sia riuscita a “convincere” i lavoratori del recapito a votare favorevolmente ( con percentuali bulgare del 98%) all’ipotesi di accordo (forse perché intanto aveva già incassato il salvataggio di Lamezia Terme?!!). Ovviamente non ci è dato sapere se Poste Italiane intende modificare l’attuale piano organizzativo, ma se ciò dovesse avvenire sarebbe l’ennesima dimostrazione della connivenza aziendale con la SLP/CISL. Spiace constatare, che la nostra Organizzazione a tutti i livelli non ritiene opportuno smascherare queste pratiche che danneggiano, da decenni, i lavoratori postali, magari avviando una vertenza nazionale e regionale contro il piano organizzativo del recapito. Noi, invece, continuiamo a contrastare con coerenza la riorganizzazione del recapito, per queste ragioni :

1. non c’è un progetto concreto e valido rispetto allo sviluppo del segmento logistico

2. la nuova organizzazione proposta avrà certamente una ricaduta sul piano sociale e vedrà uno scadimento dei servizi, tenuto conto che Poste Italiane sarà fino al 2026 il vettore del servizio pubblico universale. Tale riorganizzazione produrrà cittadini di serie A e cittadini di serie B.

3. l’accordo avrà forti ripercussioni sulla tenuta occupazionale. Non sono previsti, per ora, licenziamenti, ma la perdita di posti di lavoro è già determinata. Tra il 2015 e il 2017 si perderanno ben 15.000 posti di lavoro in una società che ha bilanci in attivo.

4. Non leggiamo nell’accordo una vera inversione di rotta nella costruzione di percorsi relazionali, soprattutto a livello decentrato, territoriale.

5. l’accordo del 25 settembre 2015 cancella tutti gli accordi precedenti del 15 settembre 2006 , del 27 luglio 2010 e del 28 febbraio 2013. Nonostante ciò non è assolutamente considerato il periodo “transitorio”, cioè tra zone che partono e zone che sono ancora organizzate col vecchio sistema. Ciò sta già creando confusione ed imbarazzo, richiamando alla responsabilità anche le OO.SS.

6. l’accordo, è scritto a maglie larghe. Ciò vuol dire che l’azienda certamente saprà riempire a suo vantaggio tutti quegli spunti che l’accordo medesimo offre, ma che non è chiaro per nulla come lo farà (es. sul capitolo azioni per il corretto dimensionamento delle risorse e per la gestione delle ricadute occupazionali, o per la stessa individuazione delle aree metropolitane), come nel caso della maggiore idoneità.

7. per troppe materie si demanda a prossimi successivi incontri, che , dalle slide, fanno già prevedere enormi ricadute sui carichi di lavoro e sulla tenuta occupazionale. Inoltre, ormai a distanza di mesi dall’avvio del progetto del recapito a giorni alterni in diversi territori del Nord Italia, dobbiamo registrare il già paventato fallimento della organizzazione sotto ogni punto di vista. L’incertezza che continua a registrarsi in ogni situazione, compresi i rapporti relazionali con Poste Italiane S.p.A. e l’imbarazzante silenzio della Segreteria Nazionale SLC-CGIL su questo pericoloso stato di cose, non possono che vederci contrari e critici nei confronti di una conduzione politico sindacale della nostra organizzazione che sembrerebbe non all’altezza della situazione.

Palermo, 28/01/16 Coord.to Regionale Democrazia e Lavoro Slc-CGIL Sicilia

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