Azione sociale/azione politica. Una nuova sinergia per la sinistra.

Adriano Sgrò – Collegare l’azione sociale/sindacale a quella politica non significa rinunciare all’autonomia delle organizzazioni di rappresentanza (Sindacati e rsu) rispetto a partiti e governi e/o giunte. In realtà il tema riguarda la lontananza tra ciò che si produce nei luoghi di lavoro e ciò che la politica rappresenta in termini di interessi all’interno delle istituzioni.
In questi anni abbiamo scontato un grave scollegamento tra chi ha un ruolo elettivo nella politica e i lavoratori. Spesso, i provvedimenti, sono collegati o rappresentano interessi che non riguardano la condizione materiale di chi lavora. In tantissimi casi la peggiorano, vedasi tutte le leggi in materia di pensioni, sicurezza, salari o tutela dei diritti.
Non c’è una sola soluzione per risolvere questa dicotomia.
Credo però che rompere il diaframma creatosi tra i due mondi della rappresentanza sia comunque un percorso da intraprendere. Al netto del fatto che insieme, questi due mondi, devono anche sconfiggere il violento attacco sferrato contro i corpi intermedi civici e sociali nel paese.
Il populismo berlusconiano, che con il nuovo governo ha solo prodotto inedite e insidiose declinazioni, deve essere intanto arginato da una presa di coscienza collettiva e partecipativa alla vita politica delle città e nei luoghi di lavoro.
Roma, 3 marzo 2016
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