Sul rapporto tra sindacato e politica

Saverio Cipriano* – Negli ultimi anni la sinistra italiana ha vissuto una vera e propria trasformazione, che se non possiamo chiamare antropologica è sicuramente culturale, a cui ha corrisposto un parallelo attacco al sindacato, ai corpi sociali intermedi, e infine ai lavoratori. A mio parere, la nostra area programmatica di democrazia e lavoro deve porsi il tema del come reagire a questa situazione e poter uscire dall’angolo.

La nostra organizzazione, per molti anche dentro la CGIL, deve subire un processo che la trasformi sempre più in un sindacato che offre servizi e non persegue, come noi chiediamo, la costruzione di un sindacato di classe, che si opponga allo strapotere della grande finanza. Per opporci con forza a questa deriva, noi dobbiamo sempre più lavorare affinché la CGIL promuova le lotte e organizzi il conflitto, provando anche a rapportarsi con tutto ciò che vive nella società, partiti residuali della sinistra compresi, per costruire un’alternativa al neoliberismo.

Io penso che noi dobbiamo partire dall’affermare alcuni basilari principi provando a farli rivivere e cioè: che il lavoro non è una merce, ma un diritto per tutti, base di un’esistenza libera e dignitosa; l’ambiente e i beni comuni vanno tutelati come patrimonio collettivo non privatizzabile, anche attraverso percorsi di rigenerazione urbana e sviluppo locale, fonti di uno sviluppo e di un sistema energetico diversi per migliorare la qualità della vita di ciascuno; il diritto alla salute, all’istruzione, alla cultura, alla casa, alla pensione e all’assistenza devono essere assicurati a tutti da un sistema pubblico ed efficiente per costruire l’uguaglianza nella cittadinanza anche attraverso un fisco più equo e coerente con i principi costituzionali; per ridurre le disuguaglianze va garantito un reddito che metta le persone al riparo dalla povertà; il superamento del divario Nord-Sud è un obiettivo irrinunciabile di un paese più giusto; i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle minoranze vanno tutelati promuovendo diritti di cittadinanza uguali per tutti; le mafie, le economie criminali, la corruzione vanno combattute con leggi adeguate, con la confisca e l’uso sociale dei beni, con politiche che trasformino la società della diseguaglianza e dei privilegi in società dei diritti e delle opportunità; la scuola va rimessa al centro dell’attenzione politica e ripensata, oltre che nei saperi, nella sua funzione formativa; la Costituzione va applicata, per renderla davvero operativa; è necessario che l’Italia si adegui alle più avanzate legislazioni europee riformando il codice penale e abolendo i maltrattamenti inumani nelle carceri; l’Europa va sottratta alle logiche tecnocratiche che con il ricatto del debito impongono politiche di arretramento sociale.

Per fare tutto ciò dobbiamo provare a contaminare tutti con le nostre idee, a partire dai nuovi soggetti politici che stanno nascendo nel panorama politico della sinistra italiana, ma anche provando a costruire una rete tra tutte le esperienze di lotta esistenti, per riuscire a contaminarli con le nostre idee, ma anche a farci contaminare senza avere paura del confronto.

*Democrazia e Lavoro in CGIL

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: